Le labbra del diavolo, una moda molto pericolosa

Purtroppo i canoni estetici che si inseguono, spesso, sono lontani dalla realtà perché si vorrebbero avvicinare, quanto più è possibile alla perfezione ma sappiamo bene che la perfezione non può esistere.

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E allora in tanti, ormai senza distinzioni tra uomini e donne e cominciando fin da giovanissimi hanno degli ideali di bellezza da raggiungere.

E con le loro foto si recano dai chirurghi estetici e chiedono che la propria immagine si avvicini , quanto più è possibile al modello che vogliamo raggiungere.

L’ultima moda a livello estetico che sta spopolando, per esempio, è la “bocca del diavolo”.

Questa tecnica che si chiama, appunto, “Devil lips” l’abbiamo importata dalla Russia.

Una cosmetologa Alexandra Gont l’ha resa famosa e asserisce che non è affatto pericolosa.

Mentre la Dr. Krystyna ha dichiarato:

“Il siero iniettato in modo inappropriato potrebbe avere ripercussioni sui vasi sanguigni, provocando dei coaguli e delle necrosi al tessuto“.

E poi ha aggiunto: “Non si può cambiare la forma delle labbra in questo modo“.

Con questa tecnica la forma delle labbra è completamente stravolta.

Cristina Varesi, medico estetico a Milano, ha spiegato che “la tecnica delle Devil lips non ha un riscontro scientifico ufficiale.

Non esiste un tipo specifico di filler da impiegare e, sebbene i lividi che possono comparire dopo il trattamento siano da considerarsi esiti transitori legati a qualsiasi tipo di iniezione, non mi sento di definire questa procedura un atto medico“.

Ha poi aggiunto che bisogna “porre al centro la salute e il benessere secondo valori etici e deontologici di settore.

“Le Devil lips si possono, quindi, considerare una deviazione malata di quella parte di medicina che mira solo a stupire.

Questo credo sia il riflesso della nostra società, dove è forte il bisogno di essere diverso, di farsi notare e dove i canoni estetici di bellezza vengono stravolti perché, in fondo, manca equilibrio dentro di sé.

Il caos del mondo esterno è anche e soprattutto la disarmonia individuale».

Una disarmonia che i social network hanno finito per accentuare.

I like, oggi, sono un mezzo di espressione incosciente, che non comporta alcuna riflessione sul giudizio espresso, ma una necessità inconscia di appartenere ad un gruppo“.

 

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