Il governo ha deciso. Conte chiede proroga stato d’emergenza per Covid fino al 31 gennaio

È intenzionato a chiedere alle Camere una proroga di 3 mesi e mezzo dello stato di emergenza

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«Andremo in Parlamento a chiedere la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio»

(ovvero a un anno esatto dalla prima messa in campo della misura in seguito alla pandemia, ndr).

Ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ai giornalisti a margine della visita alla scuola media ‘Francesco Gesuè’ a San Felice a Cancello (Caserta).

La proroga al momento scade il 15 ottobre ma il perdurare dell’emergenza ha suggerito agli esperti del Cts (Comitato tecnico scientifico) di allungare i tempi dello stato di emergenza.

Il dossier è finito sul tavolo della riunione dei capi delegazione con il premier Giuseppe Conte tenutasi dopo il Cdm del 30 settembre.

E dal capodelegazione M5S Alfonso Bonafede è stata lanciata un’idea:

una maratona tv per invitare gli italiani a scaricare l’app Immuni, sull’utilità della quale anche il capodelegazione Pd Dario Franceschini avrebbe posto l’accento.

Sulla proroga dello stato d’emergenza il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha ribadito la sua linea della «massima prudenza», ha annunciato che sarà in Aula all’inizio della settimana, per discuterne in Parlamento.

Di fronte all’aumento dei contagi, soprattutto al centro-sud, con un autunno-inverno che si annuncia particolarmente difficile, sembra finita in minoranza dunque la linea di una proroga di non più di due mesi e mezzo, come avvenne l’ultima volta (30 luglio-15 ottobre), e che sarebbe coincisa con la fine del 2020.

Prospettare la conclusione dello stato di emergenza proprio alla vigilia di Capodanno non è sembrato plausibile. Di qui l’idea di estendere la proroga fino a fine gennaio.

Mese che coinciderebbe con l’arrivo presumibilmente delle prime dosi del vaccino, che però per una distribuzione a tappeto sarà disponibile solo a partire dalla primavera inoltrata.

Speranza del resto è stato esplicito: «Dobbiamo resistere col coltello tra i denti in questi 7-8 mesi difficili che ci attendono – ha detto – ma mentre resistiamo dobbiamo anche guardare al futuro».

Fino ad allora si andrà avanti con le misure “eccezionali”: dall’uso generalizzato dello smart working, agli acquisti accelerati dei beni per affrontare la pandemia (mascherine, camici, i banchi con le rotelle, ecc) che fanno capo al Commissario Domenico Arcuri, i cui poteri saranno “salvi” solo con la proroga dello stato di emergenza.

Tra l’altro serve tempo ad Arcuri per fare abbastanza acquisti di kit diagnostici (anche quelli rapidi, da poco sdoganati dal Cts e dal ministero della Salute per le scuole). Non solo.

La proroga dello stato emergenza, inoltre, consentirebbe tra l’altro, anche di estendere le regole che impongono attualmente l’obbligo del tampone per chi entra in Italia provenendo da Croazia, Grecia, Malta, Spagna e Francia (limitatamente alle Regioni Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Île-de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa azzurra)

 

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