Pasto in mensa contaminato: 23 persone intossicate, 3 in terapia intensiva. ECCO cosa è successo

Sono 23 i pazienti che si sono presentati al pronto soccorso con evidenti sintomi neurologici da intossicazione alimentare e per tre di loro purtroppo è stato necessario anche il ricovero in terapia intensiva.

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La prima diagnosi dei sanitari dell’ospedale è di sospetto avvelenamento da botulino: avrebbero condiviso il pasto in una mensa aziendale.

Allarme massimo a Cefalù in meno di 36 ore 23 pazienti si sono presentati al pronto soccorso della Fondazione Giglio con evidenti sintomi neurologici da intossicazione alimentare e per tre di loro purtroppo è stato necessario anche il ricovero in terapia intensiva.

La prima diagnosi dei sanitari dell’ospedale è di sospetto avvelenamento da botulino. Il sospetto è che tutti possano essere stati vittima di cibo avariato consumato in un mensa aziendale.

A spiegarlo è stato il direttore sanitario dell’ospedale siciliano Salvatore Vizzi. “Stiamo seguendo l’evoluzione epidemiologica essendo importante il numero di soggetti che avrebbero condiviso il pasto in una mensa aziendale.

Siamo in stretto contatto con il Dasoe dell’Assessorato Regionale alla Sanità”  ha spiegato infatti  il direttore sanitario.

L’allarme è scattato tre giorni fa quando i primi pazienti si sono presentati al pronto soccorso. Il numero di pazienti rivoltosi al’ospedale con gli stessi sintomi  è poi salito di ora in ora facendo registrare questo pomeriggio il 23 esimo accesso in ospedale.

La Fondazione Giglio attraverso il Centro Antiveleni di Pavia, con cui è costantemente in contatto sin dal primo paziente, ha reperito l’antidoto  in un ospedale di Catania.

La diagnosi di intossicazione da botulino però ora dovrà essere ora confermata dall’Istituto Superiore di Sanità di Roma a cui la Fondazione Giglio ha già inviato, ieri pomeriggio, i primi campioni (siero, feci, aspirato gastrico) prelevati dai pazienti giunti in pronto soccorso.

Dei 23 pazienti accettati dal pronto soccorso del Giglio, i tre più gravi sono stati trasferiti, mercoledì sera, nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale “Cimino” di Termini Imerese.

Altri quattro sono stati ricoverati nel reparto di medicina dello stesso nosocomio locale, uno in neurologia e nove con sintomi più lievi invece sono stati dimessi.

Sei invece al momento sono in osservazione nell’area di emergenza dell’ospedale di Cefalù.

“La patologia è evolutiva pertanto i pazienti vengono costantemente monitorati” ha spiegato infatti il responsabile del pronto soccorso Emanuele Sesti.

I lavoratori interessati son operai del cantiere del raddoppio ferroviario della linea Palermo Messina.

A pranzo erano andati a mangiare, come tutti i giorni, alla mensa del cantiere poche ore dopo i primi malori e la corsa in ospedale.

 

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