Di conseguenza, le persone che si trovano nelle zone a rischio devono “allontanarsi dalle acque, dalle spiagge, dalle aree costiere, dai porti, dai fiumi e dagli estuari”. Al contrario, non è necessario evacuare altre zone.
La situazione in Australia e Vanuatu A seguito del terremoto, è stata attivata anche l’istituzione meteorologica australiana, la quale ha dichiarato un’allerta per l’Isola Lord Howe, ma ha assicurato che non vi è alcuna minaccia per l’Australia continentale. Inoltre, è stata rilevata un’onda di tsunami di 22 centimetri in Nuova Caledonia.
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Secondo quanto riportato dall’Afp, citando il colonnello Marchi Leccia, sono state attivate le sirene di allarme e le persone sono state invitate a evacuare le aree costiere in maniera “immediata” anche a Vanuatu. Secondo il National Tsunami Warning Center degli Stati Uniti, si potrebbero verificare onde di tsunami fino a un metro in quest’area.
Nel frattempo, l’allerta è stata ridimensionata per le Isole Fiji, Kiribati e le remote isole Kermadec della Nuova Zelanda, dove si prevede l’arrivo di onde inferiori a 0.3 metri.