• Mar. Mag 18th, 2021

Bimbi tra i 3 e i 5 anni maltrattati dalle maestre all’asilo: “Prove schiaccianti”

Apr 28, 2021

Bimbi tra i 3 e i 5 anni maltrattati dalle maestre all’asilo: “Prove schiaccianti”

Ci sarà un processo per le quattro maestre accusate di maltrattamenti sui bambini dell’asilo di Carapelle (Foggia).

Il dibattimento inizierà il 15 giugno 2021.

Per l’accusa sono fonti di prova le immagini registrate dalle telecamere nascoste nelle aule dell’asilo dai carabinieri: numerosissimi gli episodi di violenza.

Quattro maestre sono state rinviate a giudizio dal gup del Tribunale di Foggia Carlo Protano.

Sono accusate di numerosissimi episodi di maltrattamenti che sarebbero avvenuti in un asilo comunale di Carapalle, nel Foggiano, nel periodo tra ottobre 2018 e aprile 2019.

Il processo alle insegnanti inizierà il 15 giugno 2021 davanti al tribunale in composizione monocratica.

L’accusa, che si fonda sulle immagini delle telecamere nascoste dai carabinieri della stazione di Carapelle nelle aule dell’asilo, sostiene che le maestre abbiano avuto comportamenti violenti nei confronti dei loro alunni, bambini di età compresa fra i 3 e i 5 anni.

Il gup ha accolto la costituzione di parte civile del ministero dell’Istruzione contro le sue dipendenti. Nel processo il ministero figura anche in veste di responsabile civile.

Avvocato parti civili: “Prove schiaccianti” – “Il gup – ha detto uno dei legali delle parti civili, l’avvocato Michele Sodrio – ha anche accolto la costituzione di parte civile del Ministero dell’Istruzione contro le sue stesse dipendenti.

Il Ministero quindi sarà presente durante tutta la causa nella duplice veste di responsabile per gli eventuali risarcimenti in favore delle vittime e persona offesa per gli stessi danni causati dalle maestre-imputate, oltre i danni materiali il Ministero lamenta un grave danno all’immagine”.

“È fondamentale per noi avere ottenuto il rinvio a giudizio: riteniamo le prove schiaccianti”, ha detto a LaPresse l’avvocato Sodrio.

“La mia maggiore preoccupazione adesso riguarda i tempi del processo, perché la giustizia penale si è quasi completamente fermata con l’emergenza Covid e il rischio è che si finisca con una sentenza di prescrizione.

Sarebbe l’ennesima triste sconfitta per l’intero sistema”, ha aggiunto il penalista del foro di Foggia.