Il 25 Aprile Al Pacino compie 80 anni. Un traguardo importante.

Anche se per lui “i compleanni sono solo una data, perché io sono un attore per vocazione e vivo sempre di emozioni, la linfa che toglie al tempo ogni scadenza.”

E in effetti le emozioni sono sempre state essenziali per questo interprete bruno, mingherlino, con il volto segnato dalle borse sotto gli occhi.

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Che ha attraversato mezzo secolo di storia del cinema con uno stile inconfondibile: una miscela di istinto e professionalità maniacale.

Formatosi all’Actors Studio di Lee Strasberg, come James Dean, come il suo idolo Marlon Brando e il suo amico Robert De Niro.

Al pacino si è imposto come uno dei volti emergenti della “New Hollywood” degli anni 70, grazie alla caratteristica recitazione secca, nervosa e quel particolare sguardo magnetico, quasi febbrile.

Uno stile interpretativo che è portato alle estreme conseguenze in Scarface, un gangster movie violento, “iperrealista”, convulsivo, scritto da Oliver Stone e diretto da Brian De Palma.

Dove Pacino si scatena con una performance sopra le righe, perfettamente in sintonia con lo stile barocco del regista italoamericano.

Un film impreziosito dalla presenza di una splendida Michelle Pfeiffer, che sarà la sua partner anche in Paura d’amare.

Una commedia sentimentale firmata dal regista di Pretty Woman, che ci racconta con semplicità e delicatezza le intermittenze del cuore, attraverso la storia d’amore fra un cuoco ex galeotto e una cameriera con molti scheletri nell’armadio.

Una tematica che ritroviamo nel film che gli ha permesso di aggiudicarsi il premio Oscar, Scent of a Woman – Profumo di donna.

Dove un fascinoso Pacino è protagonista di una scena di tango indimenticabile (una scena che ha richiesto 2 settimane di prove e 3 giorni di riprese).

Al centro del film, che è il remake di una pellicola di Dino Risi interpretata da Vittorio Gassman, c’è una storia di amicizia virile fra uno scorbutico ufficiale non vedente e un giovane studente belle speranze.

Un rapporto “padre-figlio” che è un po’ il cuore nevralgico di un altro film di successo di Al Pacino, Donnie Brasco.

Un originale, malinconico mafia movie dove porta sullo schermo un mafioso di piccolo calibro, una sorta di manovale della criminalità organizzata.

Che diventa amico intimo di un agente dell’FBI infiltrato che ha il volto asciutto e nevrotico di uno straordinario Johnny Depp.

Nel corso degli anni, nonostante qualche scelta discutibile (come il rifiuto del ruolo del Capitano Willard in Apocalypse Now) e una certa propensione all’alcolismo, si è imposto come uno dei “mostri sacri” del firmamento hollywoodiano.

Ma non ha mai perso la voglia di mettersi in gioco e sperimentare, soprattutto sul palcoscenico, il suo primo amore, dove predilige intensi ruoli shakespeariani.

E fatalmente questa esigenza di sperimentazione lo ha portato a cimentarsi con la regia, come nel caso di Wild Salome.

Dove dirige Jessica Chastain, recita in prima persona e gira un film fatto di contaminazioni fra teatro, cinema e inchiesta giornalistica.

Una spericolata immersione nel cuore di tenebra di un autore anticonformista e ribelle, che diventa l’occasione per mettersi a nudo come forse non aveva mai fatto in precedenza.

D’altra parte il vecchio, inossidabile Al  Pacino si sente ancora un” figlio del Bronx” e non rinnega le sue origini, come ha ribadito recentemente:

“ Mi sento più vivo in un teatro che in qualunque altro posto, ma quello che faccio a teatro l’ho preso dalla strada.

Buon Compleanno Al Pacino

fonte sky

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