• Dom. Ott 24th, 2021

Ruffini: è ufficiale «Le tasse cambieranno così».

Ruffini: è ufficiale «Le tasse cambieranno così».

Ruffini: «Le tasse cambieranno così. Addio acconti e saldi.

Il Fisco sarà in tempo reale»di Enrico Marro

Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate da sei mesi, e per la seconda volta (la prima nel 2017-18), ha di fatto aperto la partita della riforma fiscale tendendo la mano a lavoratori autonomi, professionisti e partite Iva, i contribuenti più colpiti dalla crisi.

Lo ha fatto con una proposta di radicale semplificazione degli adempimenti Irpef e Iva, che segnerebbe il passaggio da un prelievo sugli incassi presunti a uno sugli incassi effettivi o, come dice lui, dal fisco per competenza a quello per cassa.

Eliminando tra l’altro monte non solo il sistema del saldo e acconto ma anche la formazione dei crediti fiscali e la conseguente attesa dei contribuenti per i rimborsi.

La proposta, che Ruffini preferisce definire «riflessione» è stata ben accolta dal governo e si suppone quindi che entrerà nell’annunciata riforma complessiva del fisco.

In pratica?

«Per le persone fisiche titolari di partita Iva e per le società di persone si tratterebbe di passare a un sistema di cash flow tax, cioè di tassazione per cassa.

Si introdurrebbe un sistema di liquidazione periodica mensile o trimestrale delle imposte sui redditi basato sugli incassi e le spese effettivi.

Questo eliminerebbe l’attuale sistema degli acconti e dei saldi, che genera l’ansia di doversi procurare una provvista per pagare le imposte in anticipo rispetto a un anno che ancora non si sa come andrà e poi per il saldo, magari andando in credito con la conseguente attesa del rimborso».

Se governo e parlamento varassero domani questa riforma, quanto tempo ci vorrebbe all’Agenzia per renderla operativa?

«Pochi mesi. Magari si potrebbe andare per tappe.

In una prima fase coinvolgendo solo le imprese minori in contabilità semplificata (fino a 400 mila euro di ricavi da servizi o 700 mila da beni) e i contribuenti in regime forfettario (partite Iva fino a 65 mila euro di ricavi), in tutto circa 3 milioni di soggetti.

Poi, in una seconda fase, si potrebbero aggiungere autonomi, professionisti e società di persone in contabilità ordinaria, un altro milione circa.

Quello che dovremmo fare noi per rendere operativa la riforma sarebbe l’implementazione del sistema informatico completando la fatturazione elettronica con l’evidenza telematica dell’incasso.

Che di regola avviene in un momento successivo, e delle spese effettive sostenute nel periodo di calcolo dell’imposta».

Insomma, un fisco just in time, grazie alle informazioni trasmesse telematicamente all’Agenzia.

Che a quel punto potrebbe anche prelevare il dovuto dal conto corrente del contribuente?

«È un’ipotesi che si potrebbe realizzare su base volontaria e salvo conguaglio.

Altrimenti potrebbe essere lo stesso contribuente a disporre il versamento del dovuto ogni mese o ogni tre.

Questa semplificazione porterebbe anche all’estensione della dichiarazione precompilata Irpef per questi contribuenti».

Semplificare certamente aiuta, ma i contribuenti, soprattutto il ceto medio, vogliono pagare meno tasse.

«Il governo ha tra gli obiettivi della riforma la riduzione del prelievo sul ceto medio.

E anche il contrasto all’evasione, perché l’equazione “pagare meno, pagare tutti” è sempre valida».

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