Pompieri morti a Quargnento, coniugi Vincenti condannati a 4 anni

ll pm aveva chiesto una condanna a 18 anni. Sarebbero scesi a 12 con la riduzione di un terzo prevista dalla legge con il rito abbreviato.

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E’ una sentenza che ha del clamoroso: il gup ha inflitto un terzo delle condanne richieste dall’accusa.

Non è però il processo principale per i coniugi che rischiano entrambi l’ergastolo

Per marito e moglie l’accusa di lesioni personali, crollo doloso, truffa assicurativa e calunnia per l’esplosione della villetta in cui lo scorso novembre persero la vita tre vigili del fuoco e altri due rimasero feriti insieme a un carabiniere.

L’11 settembre il processo per omicidio plurimo doloso aggravato

Vincenti, spiega il quotidiano Il Secolo XIX, è reo confesso.

Antonella Patrucco invece sostiene da sempre la propria estraneità ai piani del marito.

LA CONFESSIONE

Per l’esplosione della cascina di Quargnento (Alessandria) che ha causato la morte dei pompieri Matteo Gastaldo, Antonino Candido e Marco Triches, è stato fermato un uomo.

A renderlo noto era stato il Comando provinciale dell’Arma.

Per lui l’accusa di disastro doloso, omicidio e lesioni.

Come riportavano nel 2019

L’uomo sarebbe Giovanni Vincenti, proprietario dell’immobile difeso dall’avvocato Laura Mazzolini.

Del fermato parla La Stampa: 55 anni, imprenditore, titolare di un sito web per l’organizzazione di viaggi.

Secondo quanto riporta un articolo del Il Giornale il movente sarebbe da ricondurre a problemi economici.

Scrive il quotidiano “lui e la moglie, anche lei indagata a piede libero, erano fortemente indebitati e lo scorso agosto l’assicurazione dell’edificio era stata estesa al fatto doloso.

Il massimale era di un milione e mezzo di euro.

L’azione portata a termine era infatti “volta a conseguire il premio dell’assicurazione stipulata lo scorso agosto anche per fatto doloso”.

“Una prova schiacciante è stato il ritrovamento – scrive ancora il giornale – di un foglietto relativo al funzionamento del timer che ha innescato l’esplosione:

secondo le dichiarazioni di Vincenti le bombole dovrebbero essere sette,

“collocate nei vari locali dell’abitazione, aperte perché saturassero gli ambienti e provocassero l’esplosione all’1.30 della notte.

Finora ne sono state trovate tre”.

E ancora :“Il timer era stato settato all’1.30, ma erroneamente un altro timer era stato settato a mezzanotte.

Quindi accidentalmente c’è stata una prima piccola esplosione che ha allertato i vigili del fuoco che poi si sono recati sul posto con i carabinieri”.

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