Rinviato il Dpcm del 31 luglio: il Governo vuole capire meglio l’emergenza sanitaria in Europa.

Nella giornata di venerdì 31 luglio non entrerà in vigore un nuovo Dpcm che doveva portare a nuove linee guida in Italia;

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il Bel Paese è alle prese con la pandemia da Coronavirus dallo scorso febbraio e ancora oggi sta cercando di adottare tutte le misure atte a limitare la diffusione della malattia.

L’esecutivo giallorosso ha ottenuto la proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre; proprio grazie a questo strumento è possibile promuovere nuovi decreti del presidente del consiglio.

In virtù dell’emergenza sanitaria che sta riprendendo piede in tutta Europa, però, il Governo Conte vuole andarci coi piedi di piombo.

Ed è per questo motivo che, contrariamente a quanto si pensava, non ci sarà nessuna nuova riapertura nella giornata del 31 luglio.

Rinviato il Dpcm 31 luglio

Con il Dpcm del 31 luglio si puntava alla riapertura di fiere, discoteche ed eventi.

Oltre ai viaggi in crociera.

Ma al momento sembrerebbe tutto bloccato.

Speranza, dopo aver incontrato anche i Governatori di Regione, in accordo con gli esperti e con il Presidente Conte, ha chiesto altri 10 giorni di pazienza.

Come si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi: “(…) Restano in vigore fino all’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’art.

2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020, e comunque non oltre dieci giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, le disposizioni di cui al DPCM del 14 luglio 2020″.

Cosa cambiava dal 31 luglio

Anzitutto, le mascherine saranno ancora obbligatorie al chiuso.

Bisognerà rispettare il distanziamento sociale di 1 metro e il divieto di assembramento.

Ma ci sarà anche il tanto atteso via libera alle fiere, ai viaggi sulle navi da crociera e agli eventi sia pur con alcune prescrizioni severe, con due settimane di ritardo sulla tabella di marcia.

I dettagli del nuovo Dpcm del 31 luglio saranno messi a punto nelle prossime ore in occasione del confronto tra il premier Giuseppe Conte, il ministro della Salute Roberto Speranza e quello degli Affari Regionali Francesco Boccia con i governatori.

Bisognerà stabilire le linee guida per impedire – specie in un momento critico per gran parte dell’Europa – il ritorno violento del Covid in Italia.

Non cambia, per esempio, la “gestione della mascherina” ribadendo quanto già deciso con il Dpcm del 14 luglio:

per entrare negli uffici pubblici, nei negozi, e nei centri commerciali la mascherina va indossata correttamente.

Così come in tutte le altre attività commerciali, ma anche nelle gallerie d’arte e nei musei, al teatro e al cinema.

Discorso analogo su treni, autobus, metropolitane.

Per i dipendenti che lavorano, invece, la mascherina sarà obbligatoria e non potrà mai essere tolta

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