Coronavirus, Sala “furibondo ” coi milanesi: “Scene sui Navigli vergognose, o cambiamo o chiudo tutto”

Il sindaco visibilmente contrariato dopo gli assembramenti di giovedì sera sui Navigli. Le sue parole

“Non è un penultimatum, è un ultimatum: o le cose cambiano oggi o chiudo”.

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Ad alzare la voce, non solo metaforicamente, è il sindaco di Milano, Beppe Sala.

Che giovedì mattina nel consueto video “buongiorno da palazzo Marino” ha tirato le orecchie “all’1%” dei milanesi, colpevoli di aver preso troppo alla leggere la fase 2 dell’emergenza Coronavirus.

“Quando c’è da ringraziare i milanesi per il comportamento virtuoso sono il primo a farlo e mi piace anche, però ci sono i momenti in cui c’è da incazzarsi e questo è uno di quei momenti”, ha esordito il primo cittadino.

“Le immagini di ieri lungo i Navigli sono vergognose”, ha attaccato, facendo riferimento ai tanti gruppi di giovani che si sono intrattenuti lungo il canale a bere birre e cocktail.

“È anche un po’ deprimente dover rispiegare qual è la situazione, ma ve lo ridico: noi siamo non solo in crisi dal punto di vista sanitario, ma siamo in una profondissima crisi socio economica.

Milano ha bisogno di tornare a lavorare, a lavorare – ha detto Sala alzando la voce -. Questo è il punto, non è un vezzo, una voglia, è una necessità.

Non permetterò – ha proseguito – che 4 scalmanati senza mascherina uno vicino all’altro mettano in discussione tutto ciò.

Potevamo essere inconsapevoli due o tre mesi fa, e anche io lo sono stato, ma adesso no”, ha ammonito Sala.

Quindi, ecco l’avviso ai suoi cittadini: “Questo è un ultimatum.

O cambiamo oggi o io domani prenderò provvedimenti, chiudo i Navigli piuttosto che chiudo l’asporto – ha annunciato – e poi lo spiegate voi ai baristi perché il sindaco non gli permette di vendere.

Poi io mi prendo le mie responsabilità, ci metto più vigili stasera sui Navigli, ma non è un guardia ladri, non è un gioco, non possiamo permettercelo”.

“Usiamo la testa tutti – ha concluso il sindaco -. Senza testa c’è l’1% dei milanesi e non permetterò che l’1% metta in difficoltà il 99.

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