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Lutto nel mondo dello sport. Alessandro lascia sua moglie e un figlio di pochi mesi

Mag 17, 2021

Lutto nel mondo dello sport italiano: Alessandro Talotti, uno dei migliori atleti del salto in alto dell’intera storia azzurra, è morto all’età di 40 anni a seguito di un tumore.

Il saltatore, che si era sposato solamente qualche giorno prima di lasciare questo mondo, combatteva con la malattia da ormai molto tempo.

L’uomo, oltre alla moglie, lascia anche un figlio di pochi mesi.

L’INVIDIABILE PALMARÈS DELL’ATLETA

Un brutto, bruttissimo risveglio per lo sport italiano. Nella notte di sabato 15 maggio, Alessandro Talotti è stato stroncato da un tumore allo stomaco.

L’uomo è stato uno dei migliori saltatori in alto della storia dell’atletica leggera azzurra, con un personale di 2 metri e 32 indoor, 2.30 all’aperto, la partecipazione a due Olimpiadi (finalista ad Atene), ed ancora Mondiali, Europei e campionati italiani.

DA POCO ERA DIVENTATO PAPÀ

Talotti, che a fine carriera si era laureato in fisioterapia e aveva intrapreso un nuovo percorso da fisioterapista, scoprì di avere un tumore allo stomaco proprio lo stesso giorno in cui la compagna Silvia Stibilj, fuoriclasse azzurra del pattinaggio artistico a rotelle, seppe di essere incinta.

La nascita del piccolo Elio, avvenuta lo scorso autunno, convinse la coppia a prendere un’importante decisione: sposarsi e creare una vera e propria famiglia.

Il matrimonio, che si è tenuto giusto qualche giorno fa, è stato però tragicamente interrotto da questo infausto evento.

IL DISCORSO DELL’ATLETA POCO PRIMA DELLA MORTE

Talotti, che ha combattuto contro il cancro fino all’ultimo armandosi di un indomito coraggio, aveva rivelato al Corriere, giusto lo scorso novembre, alcuni retroscena della sua tragica esperienza:

-“I medici mi chiedevano ogni volta se me la sentivo di affrontare un nuovo ciclo di chemio, ed io rispondevo di sì.

Se la tua vita è sempre stata superare un’asticella posizionata a due metri e venti da terra, il tuo corpo diventa così sensibile da percepire e amplificare anche il minimo fastidio.

Il lavoro che il saltatore fa su sè stesso consiste nell’annullare quel dolore, risparmiare le forze e trovare segnali positivi in altre parti del corpo, in modo tale da sottrarre un po’ di energia alla negatività.

Non ho mai mollato, ho superato di volta in volta tutti gli incubi che subentravano poco prima di entrare nelle varie sale terapie”.

Insomma, Alessandro era un ragazzo benvoluto da tutti, e la sua scomparsa non può che rattristare il mondo dello sport italiano.

(di Gabriele G.)