Il biografo Andrew Morton è convinto che la regina Elisabetta non potrà riprendere i suoi impegni e i pieni poteri dopo la pandemia e dovrà cedere il trono al figlio Carlo

La pandemia ha reso il futuro di tutti più incerto.

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Per definizione il domani è sempre sconosciuto, ma la presenza del coronavirus tra noi ha influito pesantemente su questa insicurezza.

A quanto pare il Covid-19 è particolarmente aggressivo nei confronti delle persone più anziane (ma la guardia non va mai abbassata comunque).

In questa fascia d’età a rischio rientrano anche la regina Elisabetta e il principe consorte Filippo, rispettivamente 94 e 99 anni.

Entrambi hanno raggiunto un traguardo esistenziale notevole, trascorso insieme decenni non sempre facili, combattuto guerre familiari senza esclusione di colpi, ma forse nessuno dei due immaginava di dover affrontare una pandemia.

Sua Maestà non si è mai tirata indietro di fronte alle avversità e alle critiche che inevitabilmente tentano di sbarrare il cammino di ogni uomo che attraversi questo mondo.

Forse, però, la sfida rappresentata dal coronavirus potrebbe essere l’ultima per la regina Elisabetta.

Almeno questo è ciò che sostiene il giornalista ed esperto reale Andrew Morton, che conosciamo soprattutto per la sua biografia su Lady Diana, “Diana: her true story in her own words” (tradotta in italiano con il titolo “Diana.

La vera storia nelle sue parole” (1992). Le parole di Morton non lascerebbero spazio a interpretazioni.

Il biografo, infatti, sembra certo che la sovrana non potrà riprendere il suo potere dopo la pandemia.

“È la brutale realtà”, ha dichiarato al Telegraph, aggiungendo:

“Sembra proprio che il coronavirus non scomparirà a breve e rimarrà in circolazione per mesi, forse per anni.

Quindi non vedo come la sovrana possa ricominciare a fare il suo lavoro”.

A proposito degli impegni ufficiali che la regina Elisabetta ha sempre rispettato con grande senso del dovere, Andrew Morton ha commentato:

“Sarebbe troppo rischioso per la sua vita e per quella di suo marito, il principe Filippo.

Il Covid ha fatto più danni alla monarchia di Cromwell: è triste ma penso che il regno di Elisabetta sia effettivamente finito”.

Affermazioni che verrebbero contraddette dalla realtà. Abbiamo visto la monarca spronare i sudditi ad avere coraggio e speranza nel suo discorso del 5 aprile 2020.

L’abbiamo di nuovo ammirata nella prima videochiamata ufficiale su Zoom o a cavallo nella tenuta di Windsor.

Sempre impeccabile, in apparenza forte e in salute.

Un insider ha perfino rivelato ai tabloid che la regina Elisabetta “continua a svolgere tanti compiti e vuole tornare il prima possibile alla normalità”.

Le foto e i filmati diffusi dal Palazzo Reale ci mostrerebbero una Elisabetta pronta a ricominciare, non certo a gettare la spugna.

È come se Sua Maestà stesse solo aspettando il momento adeguato per dare giusto una piccola sistemata alla corona che non si è mai tolta dal capo.

Andrew Morton, invece, sarebbe di tutt’altro avviso e ha spiegato: “Il coronavirus ha di fatto spinto Carlo sul trono.

Che monarca sarà? Il più preparato che il regno abbia mai avuto” .

Poi ha chiosato: “La visione dei sudditi nei suoi confronti è cambiata. Oggi lui sa scherzare e lavora tanto. Di sicuro è una persona migliore”.

È vero, il tempo è stato amico del principe Carlo, fornendogli conoscenze teoriche e pratiche riguardo il governo del regno e perfino il primato di erede al trono più longevo (su questo punto forse il tempo non è stato così amichevole, dipende dai punti di vista).

L’erede al trono ha tutte le carte per essere un buon re e non vi è motivo di dubitare che lo sarà in un futuro più o meno lontano (impossibile dire quanto lontano).

Tuttavia per rimanere imparziali dovremmo sempre tenere presente che saper esercitare il potere ed esercitarlo di fatto sono due elementi che non sempre combaciano.

Il parere di Andrew Morton è netto, perfino “tranchant”, ma la regina Elisabetta ci ha abituato a sorprese frutto della tenacia maturata in 68 anni di regno.

Ricominciare è stato difficile per ognuno di noi, soprattutto perché non sappiamo cosa accadrà domani.

All’orizzonte, però, non ci sono solo nuvole.

C’è la possibilità concreta di un vaccino, per esempio, o di un “ammorbidimento” del virus che potrebbe adattarsi a noi e, quindi, assicurarsi la vita senza darci troppo fastidio.

Non possiamo, dunque, escludere, che la regina Elisabetta torni presto alla sua quotidianità come stiamo facendo noi, forte di un ottimismo non spensierato ma realista e di una perseveranza che spinge per un nuovo passo avanti, non importa quanto piccolo.

Forse Sua Maestà dovrà aspettare ancora un po’ prima di riprendere i suoi impegni, ma adottando tutte le misure di sicurezza del caso nulla è impossibile.

Solo il tempo ci dirà se la regina Elisabetta potrà tenere fede al giuramento compiuto di fronte al suo popolo in quel lontano 2 giugno 1953.

Fonte Il giornale.it

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