Lei si chiama Amalia. Una mamma di 30 anni che abita a Corato, Bari.

Amalia ha dimostrato una forza ed una tenacia straordinarie, essendo riuscita a laurearsi in Fisioterapia dalla ludoteca del reparto Oncologico dell’ospedale di Bari.

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Perché è lì che suo figlio di soli 4 anni è ricoverato, giacché ammalato di leucemia.

Per Amalia e la sua famiglia il calvario era iniziato ad ottobre, quando al piccolo venne diagnosticata la malattia.

Da lì la spola continua, la presenza costante nel reparto per stare accanto al figlio. Le giornate interminabili che alcuni conoscono.

In quelle attese, i docenti dell’università di Amalia le avevano allora suggerito – forse anche per “staccare” ogni tanto dalla situazione – di approfittare delle pause per studiare.

E così Amalia ha fatto. Aiutata dalle altre mamme del reparto, la donna delle pulizie, le infermiere, tutta la “rete” dell’ospedale, Amalia è riuscita a completare gli studi nella ludoteca dell’ospedale.

E ha deciso di laurearsi lì.

Rifiutando anche l’offerta del marito, che le aveva proposto di darle il cambio per consentirle di venire proclamata altrove.

E così oggi Amalia è dottoressa. Una piccola gioia in un percorso difficile, pesante.

Il tutto in piena pandemia. Quindi in un momento ancora più complesso.

E proprio su questo, rivolgendosi alla giornalista che la intervistava, Amalia ha infine voluto dire un’ultima cosa:

“Noi ci dormiamo pure con le mascherine, abbiamo paura anche di baciare i nostri bambini.

Venissero qui a vedere, quelli che si sono lamentati perché durante la quarantena erano a casa”.

In bocca al lupo, Amalia.
E complimenti davvero per tutto. Anche per le tue parole, oltre che per la tua straordinaria forza.

(Foto e storia dalla Repubblica, intervista di Anna Puricella).

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