Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha ribadito che, almeno al momento, non esistono elementi che facciano pensare a una nuova pandemia globale. Secondo quanto spiegato dagli esperti, il rischio sanitario internazionale viene ancora considerato basso.
I casi confermati risultano infatti circoscritti soprattutto ai passeggeri della nave e ai contatti più stretti monitorati dalle autorità sanitarie. Continuano intanto i controlli in Italia e negli altri Paesi europei coinvolti nella sorveglianza epidemiologica.
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Cos’è il ceppo Andes dell’Hantavirus
L’attenzione degli specialisti resta concentrata soprattutto sul cosiddetto ceppo Andes, una variante dell’Hantavirus diffusa principalmente in Sud America e differente rispetto agli hantavirus tradizionalmente presenti in Europa.
La particolarità di questo ceppo riguarda la possibilità, ritenuta comunque limitata, di trasmissione tra esseri umani attraverso contatti molto stretti e prolungati. Gli esperti continuano però a sottolineare che il contagio non avviene facilmente e che i protocolli sanitari attivati servono proprio a prevenire eventuali nuovi focolai.
Per questo motivo le autorità invitano alla prudenza ma anche a evitare allarmismi. Al momento, spiegano gli specialisti, non esistono segnali che facciano pensare a una diffusione incontrollata del virus.
Nonostante ciò, il tema continua ad alimentare discussioni pubbliche e televisive. E proprio le parole di Mauro Corona hanno riportato al centro del dibattito anche il rapporto tra informazione, paura collettiva e memoria degli anni della pandemia.