
La polemica social e il post di Selvaggia Lucarelli
Nelle ultime ore a far discutere sono state anche le parole pubblicate sui social da Selvaggia Lucarelli. La giornalista è intervenuta dopo alcuni commenti online legati alla famiglia Poggi e alla vicenda economica collegata al risarcimento civile già riconosciuto.
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Prima di scrivere ‘ste scemenze informatevi. Stasi doveva più di un milione di euro ai Poggi, si sono accordati per 700 000 euro. Ad oggi, dopo anni, ne hanno avuti circa la metà con cui hanno pagato avvocati e consulenze, il resto Stasi (che ha rinunciato all’eredità del padre… pic.twitter.com/N2P0YehuDy
— Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) May 12, 2026
Nel suo post, Lucarelli ha ricordato come Stasi abbia un debito risarcitorio nei confronti della famiglia Poggi e ha criticato duramente chi sostiene con certezza la sua innocenza. Il messaggio ha rapidamente acceso il dibattito online, dividendo ancora una volta l’opinione pubblica tra innocentisti e colpevolisti.
La questione economica rappresenta infatti un altro capitolo delicato del caso. Negli anni scorsi era stato raggiunto un accordo risarcitorio tra le parti e oggi, con la possibile riapertura dello scenario giudiziario, molti si chiedono cosa potrebbe accadere anche sotto il profilo civile.
Un caso che continua a dividere l’Italia
Il delitto di Garlasco resta uno dei casi giudiziari più controversi e discussi della cronaca italiana recente. Le nuove indagini su Andrea Sempio, le intercettazioni, le consulenze tecniche e le ricostruzioni alternative hanno riacceso uno scontro mediatico che sembrava sopito.
Da una parte c’è chi ritiene definitiva la responsabilità di Alberto Stasi, dall’altra chi sostiene che le nuove piste investigative possano cambiare radicalmente la storia processuale del caso.
Per il momento non esiste alcuna revisione aperta né alcuna decisione definitiva in merito. Ma il solo fatto che si torni a parlare di possibili errori giudiziari e maxi risarcimenti dimostra quanto il caso Garlasco continui ancora oggi a scuotere l’opinione pubblica italiana.