La raccolta fondi per enti di ricerca. il premier a colloquio con Bill Gates

Alleanza europea per il vaccino, l’Italia mette 140 milioni sul tavolo

ROMA. Conte annuncerà domani il contributo italiano di 140,5 milioni di euro all’alleanza internazionale contro il coronavirus «World Against Covid-19».

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Nata sotto l’egida dell’Onu e dell’Organizzazione mondiale della sanità e che verrà presentata domani dalla Commissione Ue.

Nell’ambito di quel patto europeo che la «Stampa» ha anticipato con una lettera firmata da Angela Merkel, Emanuel Macron e dallo stesso Conte.

Sono stati chiamati a raccolta i leader di tutto il mondo, organizzazioni internazionali e del settore privato per sviluppare, produrre e distribuire cure e vaccini contro il virus.

I fondi saranno destinati a enti di ricerca e organizzazioni sanitarie che operano soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

E avrà come principale obiettivo quello di aiutare quei paesi che hanno sistemi sanitari troppo deboli per fronteggiare da soli l’emergenza sanitaria.

Farà parte della squadra anche la fondazione filantropica guidata dall’uomo più ricco del mondo, Bill Gates.

Che ieri ha telefonato a Conte nel pomeriggio per offrire il pieno supporto all’iniziativa e sottolineare l’importanza di una cooperazione globale per combattere la pandemia.

«L’Italia farà la sua parte», ha assicurato il premier, ribadendo l’intenzione di tenere in evidenza queste tematiche nell’agenda del G20 per il 2021, periodo durante il quale il nostro paese avrà la presidenza di turno.

Le attuali difficoltà economiche non permetteranno all’Italia di essere di manica larga e le cifre sono ancora da limare, ma dei 140,5 milioni di euro totali, 120 milioni dovrebbero andare a Gavi Alliance.

L’associazione no profit creata dalla fondazione del miliardario statunitense per diffondere gratuitamente vaccini e cure nei paesi del terzo mondo.

Una quota, quella italiana, da spalmare però in cinque anni, mentre l’Inghilterra, capofila nelle donazioni a Gavi, farà arrivare nelle casse dell’associazione 330 milioni di euro ogni anno.

Dieci milioni di euro sono stati già stanziati dall’Italia per l’Organizzazione mondiale della sanità.

E altri dieci milioni andranno al centro di ricerche per le nuove infezioni batteriologiche Cevi, di proprietà del colosso americano AccessBio, con sede in Corea del Sud.

Centro che si è specializzato nella produzione di tamponi per il coronavirus e che già collabora, dalla sua sede americana, con il governo di Washington per la produzione di test sierologici.

L’ultimo mezzo milione di euro andrà al Fondo globale per la lotta contro l’Aids, la tubercolosi e la malaria, che ha creato recentemente al suo interno un fondo speciale per il Covid-19.

L’iniziativa, promossa dalla Commissione Ue, punta a raccogliere circa 7,5 miliardi di euro.

Metterà sotto lo stesso ombrello Francia, Germania, Norvegia, Regno Unito, Canada, Giappone, Arabia Saudita e il Consiglio europeo, oltre all’Italia.

Tra i primi a dare impulso all’iniziativa attraverso il lavoro del ministro degli Esteri Di Maio e del Segretario generale della Farnesina Elisabetta Belloni.

La lista si allunga col passare delle ore, spiegano dall’entourage della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, e da qui a domani altri leader potrebbero aderire.

Per il momento i grandi assenti sono Russia e Cina.

Von der Leyen ha parlato giovedì col premier di Pechino Li Keqiang, ma la loro presenza resta tutta da confermare.

Anche gli Stati Uniti, per il momento, non partecipano alla «World against Covid-19», ma ambienti diplomatici spiegano che l’impegno assunto da fondazioni e associazioni private renderanno Washington centrale in questa crociata contro il virus.

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