Parziale retromarcia sulla scuola, Vincenzo De Luca riporta in classe i bimbi

Ancora 1260 casi, lo “sceriffo” dà un’altra mandata alla Campania: si va verso blocco della mobilità dopo la mezzanotte, ad Halloween lockdown dopo le 22.

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Chiuse tutte le attività che non hanno posti a sedere

Stop a matrimoni, comunioni, cresime, cortei ai funerali. Jogging solo di primo mattino. Blocco della mobilità di notte.

“Mi dispiace, non è più tempo di tolleranza”. Incurante delle polemiche per la chiusura delle scuole, Vincenzo De Luca annuncia una nuova stretta in Campania.

Basta cerimonie, quindi. E poi un blocco totale delle attività e della mobilità dopo le 22 nell’ultimo week end di ottobre, quello di Halloween, perché “già si sente parlare di festeggiamenti per questa immensa idiozia, una stupida americanata”.

De Luca però sta già pensando a un coprifuoco in tutto il territorio regionale dopo la mezzanotte da approvare nei prossimi giorni: “Probabilmente prenderemo decisioni di blocco della mobilità dopo la mezzanotte anche nei prossimi giorni.

Faremo un confronto con il ministero dell’Interno, con le forze di polizia perché se decidiamo questa misura occorre che ci siano controlli e sanzioni rigorose”.

Sono 1.261 i nuovi positivi in Campania su 14.422 tamponi eseguiti ieri.

I dati confermano il trend di crescita dei contagi nella regione governata da De Luca che su Facebook, con una diretta per spiegare le “misure di guerra” in cantiere per fronteggiare l’epidemia, si è difeso dagli attacchi seguiti alla chiusura delle scuole.

Il presidente ha fornito i numeri dei positivi negli edifici scolastici: all’Asl Napoli 1 sono stati riscontrati 120 contagiati tra docenti e alunni, 110 all’Asl 2 e 200 all’Asl 3.

E i numeri negli istituti delle altre province non fanno ben sperare: “Il problema della scuola non è all’interno degli edifici ma all’esterno con centinaia di ragazzi affollati all’ingresso e all’uscita fondamentalmente incontrollati”.

La curva che non accenna a calare sta preoccupando seriamente Palazzo Santa Lucia: “Se i dati restano questi, ogni giorno ci serviranno 30 posti letto in più”.

Tuttavia in serata, con una nuova ordinanza, il presidente campano ha fatto una parziale marcia indietro sulla chiusura delle scuole:

per venire incontro alle richieste dei sindaci arrivate attraverso l’Anci regionale, a integrazione dell’Ordinanza 79/2020, che ha temporaneamente escluso lezioni in presenza, “nelle more di specifici congedi parentali per i genitori”, da domani consente “anche in presenza, l’attività delle scuole dell’infanzia: nidi, asili, con bambini di età compresa nella fascia della fascia 0-6 anni”.

Il trend dei contagi sta diventando insostenibile, ha fatto intendere De Luca.

“Dobbiamo garantire la disponibilità dei posti letto, già oggi siamo costretti a eliminare una serie di attività secondarie.

Da oggi in poi garantiremo solo gli interventi salva vita per le emergenze estreme e arricchiamo la rete dei punti nascita. Tutto quello che può essere rinviato sarà rinviato”, ha detto De Luca.

L’Asl Napoli 1 ha già sospeso dalla mezzanotte appena trascorsa i ricoveri programmati sia medici che chirurgici, fatti salvi i ricoveri con carattere di urgenza non differibili e quelli per pazienti oncologici e e oncoematologici medici e chirurgici.

Per impedire ai contagi di aumentare serve una nuova stretta sulle attività commerciali che favoriscono gli assembramenti.

Ristoranti, bar e attività che consentono ai clienti di sedersi mantenendo la distanza di sicurezza possono restare aperte con le regole attualmente in vigore.

Ma “le attività che non hanno posti a sedere e lavorano per asporto, in quanto questo determina assembramenti, saranno vietate.

È una misura inevitabile, dobbiamo evitare assembramenti davanti ai locali e in orari notturni.

Deve essere bloccata la movida, è inutile fare appelli al senso di responsabilità, abbiamo percentuale di irresponsabili che non capiscono le cose più elementari”, ha detto a De Luca.

Per la Regione al momento non c’è un problema di posti nelle terapie intensive degli ospedali campani.

“Ma ora mancano gli anestetisti: abbiamo fatto i concorsi e non si è presentato nessuno. La Protezione civile ce ne ha inviati 17 ma se necessario bloccheremo altri reparti per averne a disposizione per il Covid”.

Anche la corsa non sarà più consentita se non dalle 6 alle 8 e mezzo.

“La situazione demografica campana è molto delicata, guai a noi se perdiamo controllo sull’area metropolitana di Napoli che è quella con maggior densità abitativa d’Europa.

Perciò abbiamo preso e dobbiamo prendere decisioni di rigore prima degli altri. Obiettivo fondamentale è salvare le vite, non abbassare il numero dei contagiati”, ha aggiunto De Luca su Facebook.

“Finora ci sono stati 487 decessi in Campania, enormemente meno di altre regioni; un miracolo tenuto conto della densità abitativa.

Ma questa situazione può cambiare subito, nulla ci garantisce se non le scelte che prenderemo e la responsabilità nel rispettarle”.

L’annuncio delle nuove restrizioni è stato compensato in serata dal passo indietro su nidi e asili nel giorno delle accese proteste dei genitori per la chiusura degli istituti e di quelle dei conducenti degli scuolabus rimasti senza lavoro.

Sul web intanto gira la foto di un bambino con il suo banchetto davanti alla sua scuola materna con l’ingresso sbarrato. Lui fermo, seduto e in silenzio con il suo grembiule e la mascherina.

 

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