• Dom. Ott 24th, 2021

Coronavirus, l’Italia chiude le frontiere. Un’ordinanza mette tredici paesi in ‘lista nera’: ecco quali

La disposizione è arrivata direttamente dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e recita così:

divieto di ingresso in Italia per chi arriva da Paesi a rischio Coronavirus.

Se ci sono paesi che avevano chiuso le frontiere agli italiani, come la vicina Austria, ora è l’Italia che decide di ‘blindare’ i propri confini per evitare un ritorno del virus.

Il blocco riguarda chi negli ultimi quattordici giorni ha soggiornato o è transitato in:

Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù o Repubblica Dominicana.

Presto detta la motivazione spiegata da Speranza senza grandi giri di parole:

“Non possiamo vanificare i sacrifici fatti. La scelta è stata quella della massima prudenza: nel mondo la pandemia è nella sua fase più acuta”.

E così, come riporta Tgcom, sempre per garantire il giusto livello di protezione sanitaria sono stati anche sospesi i voli diretti e indiretti per raggiungere i paesi inseriti nell’ordinanza

Sulla necessità, invece, di effettuare i tamponi in aereoporto è intervenuto Andrea Crisanti, virologo dell’Università di Padova:

“L’intercettazione dei passeggeri in volo dal Bangladesh conferma che bisogna fare i tamponi in aeroporto, è un passo nella direzione giusta.

Questo ci fa capire che occasione abbiamo perso a non testare i cinesi, come avevamo proposto il 3 febbraio”.

Dotare di mascherina chi arriva in aeroporto è la proposta del commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri:

“Far fare un test sierologico al cittadino straniero che sbarca in un aeroporto d’Italia, se non vuole farlo è complicato, ma non è complicato per niente dotarlo di una mascherina appena arriva, cosa che già sta succedendo, e degli strumenti di sanificazione”.

Il parere dei virologi

L’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, che prevede il divieto di ingresso in Italia per chi arriva da Paesi a rischio Covid, “è una misura necessaria e importante:

perché abbiamo visto che i focolai che si stanno registrando nel nostro Paese spesso sono legati a casi di importazione”.

A dirlo all’Adnkronos Salute è il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco, che aggiunge:

“Ora sarebbe bene fare un altro step: realizzare un coordinamento europeo, perché solo misure omogenee possono evitare il rischio di triangolazioni”.

“Condivido al 100% l’ordinanza” sul divieto d’ingresso per chi arriva da Paesi a rischio: “Bravo Speranza”.

A parlare all’Adnkronos Salute è anche Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, che aggiunge:

“Non è una questione di rivalsa o di vendetta verso altri Paesi, ma semplice tutela della salute pubblica.

Mi pare un atteggiamento molto corretto dai chi, in qualche modo, ha imparato ‘la lezione’ rispetto ad un periodo in cui queste misure non sono state prese”.

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