Incidente Alex Zanardi – S’indaga sull’asfalto, un difetto del manto stradale potrebbe essere la causa della sbandata.

Si tenta di capire se Zanardi abbia preso con le ruote dell’handbike una buca o una fessura sulla strada, che potrebbe averlo fatto scartare di lato in modo decisivo tanto da invadere la corsia opposta

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Continuano le indagini per comprendere la causa dell’incidente in cui lo scorso 19 giugno è rimasto coinvolto Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 e pluricampione paralimpico.

Dopo una curva in discesa, Zanardi ha perso il controllo della sua handbike, invadendo la corsia opposta e finendo per battere violentemente la testa su un tir che veniva dalla direzione opposta.

Ora le indagini si stanno concentrando sull’asfalto, per capire se possa essere stato la causa della sbandata che ha innescato il terribile incidente.

Il mezzo utilizzato da Zanardi appartiene alla categoria delle handbike da competizione. Questo tipo di handbike non ha schienale e fa assumere all’atleta una postura particolare.

Inoltre ha un telaio in carbonio all’interno del quale bisogna scivolare e che permette anche l’uso dei muscoli del tronco per aumentare la forza e la potenza della spinta.

Proprio per questo ha necessita’ di un maggiore controllo della stabilita’ ed e’ piu’ soggetta a sbandate, perdita di controllo per la posizione del baricentro rialzata: compensa, pero’, la capacita’ di equilibrio degli atleti che le utilizzano.

E proprio un difetto della strada potrebbe aver vanificato questa tecnica.

Secondo quanto si apprende, dalle condizioni del manto stradale della provinciale 146 di Pienza, in provincia di Siena, potrebbero arrivare delle risposte utili e i rilievi dei carabinieri.

Con materiale che sarebbe gia’ agli atti dell’inchiesta della procura di Siena, comprendono anche questo tipo di valutazione.

Tra gli elementi presi in considerazione, ci sono la presenza di una buca, di un avvallamento, di fessurazioni sul manto stradale, deterioramenti oltre quelli fisiologici dovuti all’usura del traffico e agli eventi meteo.

Non si tratta tanto di escludere che l’asfalto avesse avuto bisogno di manutenzione o meno, ma di capire prima di tutto se Zanardi abbia preso con le ruote dell’handbike una buca o una fessura sulla strada.

Che potrebbe averlo fatto scartare di lato in modo decisivo tanto da variare la traiettoria fino a scontrarsi col camion sulla corsia opposta.

Sul posto sono state scattate fotografie dagli investigatori.

Intanto la degenza di Zanardi, all’ottavo giorno di coma farmacologico, prosegue sempre in prognosi riservata, e in condizioni cliniche stabili. Ieri, l’arcivescovo di Siena Augusto Lojudice si e’ recato in visita nel reparto di terapia intensiva dove e’ ricoverato il campione bolognese.

Una visita molto privata tanto che se e’ saputo solo oggi della sua iniziativa.

“Ho ritenuto – ha detto Lojudice – di fare una piccola visita, molto privata.

Del resto anche il Papa in questi giorni ha parlato di Zanardi.

Ho incontrato il primario e mi ha detto sulle condizioni di Zanardi quello che hanno riferito ai giornalisti.

La situazione e’ seria ma ho letto una certa speranza. Il colpo e’ stato forte ma anche Zanardi e’ forte fisicamente.

Mi sono fermato per qualche momento in preghiera davanti a Zanardi.

Lo stesso ho fatto per tutti gli altri ricoverati nel reparto”, ha concluso Lojudice.

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