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“Trovato il suo corpo”. Speranze finite per la 29enne scomparsa: la scoperta in un casolare

Mag 22, 2021

(di Gabriele G.)  Nelle scorse ore è stato rinvenuto il cadavere di Khrystyna Novak, la 29enne di origini ucraine scomparsa lo scorso novembre a Castelfranco di Sotto, un comune della provincia di Pisa.

La polizia ha trovato il suo corpo all’interno di un casolare, non molto distante dall’abitazione nella quale viveva.

4 mesi dopo la sparizione di Khrystyna, è stato arrestato Francesco Lupini, suo vicino di casa, con l’accusa di omicidio.

LE RIVELAZIONI DEL QUOTIDIANO “IL TIRRENO”

Il quotidiano “Il Tirreno” ci rivela che il cadavere della donna è stato scoperto dopo una battuta effettuata nelle scorse ore dagli agenti di polizia locale, nei pressi del punto in cui il telefonino di Khrystyna aveva smesso di trasmettere segnali. La giovane vittima viveva a Corte Nardi.

LA MISTERIOSA SCOMPARSA AVVENUTA OLTRE 6 MESI FA

Della ragazza non si avevano più notizie dal 9 novembre scorso. In quei giorni la madre di Krystyna, non avendo più sue notizie, chiese preoccupata a delle connazionali di andare a cercare la figlia per capire cosa fosse accaduto.

Le amiche, recatesi a casa della giovane, trovarono solamente il suo inseparabile cagnolino.

Dopo la denuncia di scomparsa presentata dalla madre, le forze dell’ordine avevano avviato le ricerche, scoprendo nell’abitazione della ragazza una borsa con tutti i suoi documenti.

Questo indizio fece presupporre agli agenti che la ragazza non si era allontanata volontariamente.

La svolta arrivò il 31 ottobre scorso, con l’arresto del fidanzato di origine spagnole.

L’imprenditore locale, ritrovatosi in carcere per i reati di porto abusivo d’arma e munizioni, ricettazione e detenzioni di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, rivelò il nome del vicino di casa, Francesco Lupino, definendolo il responsabile della scomparsa di Khrystyna.

Lupini è stato arrestato a marzo con l’accusa di omicidio. Secondo quanto riportato dagli agenti, l’uomo avrebbe ucciso la Novak nella notte del 1° novembre.

COSA ACCADDE REALMENTE QUEL GIORNO?

Secondo gli inquirenti della Procura, Lupino, la mattina del primo novembre, si sarebbe presentato davanti all’abitazione della 29enne, rimasta sola dopo l’arresto del fidanzato, venendo tuttavia respinto nonostante i suoi insistenti tentativi di intrattenersi lì con lei.

Una vicina ha riferito di aver visto Lupino allontanarsi nervosamente dalla casa della giovane, salvo poi tornare nuovamente.

Il secondo approccio dell’uomo parrebbe sia stato anche l’ultimo, poiché, proprio in quel frangente, Lupino avrebbe ucciso Krystyna e attuato un depistaggio.

Il suo intento pare fosse quello di portare fuori strada gli investigatori, facendogli ipotizzare una fuga volontaria della ragazza.

LE PROVE CHE HANNO INCASTRATO IL KILLER

Dall’analisi delle celle telefoniche, è stata possibile individuare sia la posizione di Krystyna che quella di Francesco Lupino.

Entrambi, all’orario in cui è stato commesso l’omicidio, si trovavano nella villa di Corte Nardi, abitazione teatro del delitto.

Attraverso gli accertamenti tecnici sono stati riscontrati segni che sarebbero distintivi dell’esplosione di un proiettile in un corridoio nei pressi dell’ingresso, proprio sul retro dell’abitazione.

A terra e sul muro sono anche state individuate delle tracce di sangue, nonostante gli evidenti tentativi di eliminare le prove.

MA PERCHÉ LA 29ENNE È STATA UCCISA?

Gli investigatori avevano escluso sin dai primi istanti l’ipotesi di un allontanamento volontario di Khrystyna Novak.

La donna aveva conosciuto il fidanzato mesi prima nel locale in cui lavorava.

Quando era venuta a conoscenza dei traffici in cui lui era coinvolto si era detta subito contraria, chiedendogli il favore di uscire da quel giro.

Il fidanzato della vittima, ha poi rivelato alle forze dell’ordine di aver tentato di convincere Lupino (anche lui coinvolto in giri loschi e partner dell’uomo stesso) ad abbandonare quel mondo, senza tuttavia riuscire a persuaderlo.

Al contrario, Lupino, ritenendo lo spagnolo ormai una minaccia, decise di pugnalarlo alle spalle e di farlo incastrare dalle forze dell’ordine.

E fu così che il 31 ottobre, giorno dell’improvvisa soffiata da parte degli agenti, il 41 enne spagnolo venne incastrato.

Nella sua abitazione furono infatti rinvenute 2 pistole e numerose sostanze stupefacenti.

Il giorno dopo l’arresto dell’ex complice, Lupino si sarebbe recato a casa di Khrystyna con l’intento di ucciderla e scongiurare eventuali testimonianze scomode.