Croazia, terremoto di magnitudo 6.4: crolli e danni a Zagabria, scossa avvertita da Trieste a Napoli. La terra ha tremato intorno alle 12 e 23 lungo la costa Adriatica. L’epicentro a Zagabria, in Croazia. La scossa è stata avvertita a Trieste, Bologna, Verona e Padova ma anche nelle Marche. La magnitudo registrata dall’INGV sarebbe di 6.4 e non si sa ancora se ci siano stati danni oppure vittime.
Una scossa di terremoto, il cui epicentro si troverebbe a 46 chilometri a sudest di Zagabria, in Croazia, è stata distintamente avvertita dalla popolazione anche sulla costa adriatica italiana.
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La terra ha tremato infatti a Trieste, Bologna, Verona, Milano e Padova, ma la scossa è stata avvertita anche nelle Marche e in Abruzzo. Secondo l’INGV la magnitudo del sisma sarebbe di 6.4, molto simile a quella del 30 ottobre del 2016 nel Centro Italia.
Non si sa se il sisma abbia causato danni o vittime nel paese balcanico, giù interessato nelle ultime ore da un’intensa attività sismica che ha causato ingenti danni agli edifici ma fortunatamente nessun morto.
Stando a quanto rivela il quotidiano croato Jutarnji si sarebbero verificati numerosi crolli a Petrinja. Il giornale parla di “scene drammatiche” nella città, mentre sono state attivate le sirene d’allarme anche a Zagabria e migliaia di persone si sono riversate in strada.
Ieri tre forti terremoti in Croazia: magnitudo 5.2, 4.7 e 4.1
Già la scorsa notte in Croazia erano state registrate una serie di scosse sismische di assestamento e di bassa intensità tra Petrinja e Sisak, le due località, a sud di Zagabria colpite ieri mattina da tre forti scosse di magnitudo 5.2, 4.7 e 4.1.
Rilevanti i danni materiali, ma per fortuna non ci sono state vittime o feriti. Quelle della notte sono state di magnitudo fra il 3.0 e il 2.5.
La popolazione, ancora impaurita per il forte sisma di ieri, non si è tuttavia riversata nelle strade.
Sono tra 1.500 e 2 mila, stando ai media regionali, le case e gli edifici pubblici danneggiati in varia misura nella zona interessata dal sisma, dove ieri si sono subito recati il presidente Zoran Milanovic e il premier Andrej Plenkovic, che hanno dato assicurazione su aiuti per il pieno ripristino delle strutture danneggiate.