Addio allo stilista italiano che ha rivoluzionato il mondo della moda. È morto Pierre Cardin, aveva 98 anni e a dare l’annuncio è stata la famiglia. Stilista italiano naturalizzato francese rivoluzionò il mondo della moda grazie al suo stile d’avanguardia fatto di motivi geometriche e silhouette unisex. Oggi il fashion system non può fare a meno di piangere uno dei suoi esponenti più visionari e innovativi.
È morto a Parigi Pierre Cardin, a dare l’annuncio è stata la famiglia. Lo stilista italiano naturalizzato francese aveva 98 anni e da sempre veniva considerato il simbolo di una moda rivoluzionaria e d’avanguardia. Si ispirava all’era spaziale e, tra silhouette unisex e motivi geometrici, si distinse per il suo incredibile animo visionario, tanto che spesso diede vita a capi più sperimentali che confortevoli. Oggi il fashion system non può fare a meno di piangere la sua scomparsa: ha perso uno dei designer che hanno fatto cambiato per sempre il modo di vestire contemporaneo.
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Gli esordi con Christian Dior
Pierre Cardin nacque a Sant’Andrea di Barbarana il 2 luglio 1922, la sua famiglia era di facoltosi proprietari terrieri e mercanti finiti in povertà dopo la Prima Guerra Mondiale. Fin dall’adolescenza ebbe la passione per la moda, tanto che a soli 14 anni iniziò un apprendistato prima presso un sarto di Saint-Étienne, poi con Manby, sarto a Vichy. Nel 1945 si trasferì a Parigi ed è qui che cominciò a lavorare da Jeanne Paquin, per poi passare a Elsa Schiaparelli qualche anno dopo. Dopo aver rifiutato un incarico propostogli da Cristobal Balenciaga, divenne il primo sarto di Christian Dior durante l’apertura del 1947, contribuendo al successo del maestro che da quel momento in poi lanciò il cosiddetto New Look.
La creazione della casa di moda omonima
Fu solo nel 1950 che fondò la sua casa di moda omonima, debuttando nell’Alta Moda dopo 3 anni e diventando famoso grazie al suo stile d’avanguardia, futuristico, ispirato all’era spaziale. Le sue creazioni furono contraddistinte da motivi geometrici e silhouette unisex, spesso ignorava le forme femminili e in molti casi diede vita a capi più sperimentali che pratici.
Un esempio? L’iconico “Bubble Dress”, ovvero il vestito a bolle lanciato nel 1954. Qualche anno dopo divenne il primo stilista ad aprire una boutique in Giappone ma nello stesso periodo venne espulso dalla Chambre Syndicale, la Camera Sindacale, per aver lanciato per primo una collezione realizzata per i grandi magazzini Printemps.
Nonostante fu reintegrato di lì a poco, decise di fare qualcosa di drastico: dimettersi dalla Chambre Sindacale e presentare gli abiti solo a un gruppo ristretto di clienti e giornalisti nella sua sede l’espace Cardin a Parigi, dove promosse anche nuovi talenti artistici come attori, teatranti e musicisti. Fu membro della Chambre Syndicale de la Haute Couture et du Prêt-à-Porter e della Maison du Haute Couture dal 1953 al 1993.
La passione per la cultura
Fu un grande appassionato di cultura, basti pensare al fatto che organizzò regolarmente festival teatrali nelle rovine del suo castello a Lacoste. Negli anni ’80 acquistò anche l’originale Palais Bulles progettato dall’architetto Lovag Antti, dove tutto, dal pavimento al soffitto, fino ad arrivare agli ambienti esterni, era riempito e disegnato da forme sferiche.
Non sottovalutò il potere dell’arredamento, dando spazio a pezzi dall’incredibile valore artistico come le sue Scultupres utilitaires e le sue collezioni di mobili.
Pierre Cardin fu anche imprenditore: investì sui ristoranti Maxim’s, espandendo la sua attività a New York, Londra e Pechino, addirittura brevettò una vasta gamma di prodotti alimentari sotto quel nome, primo tra tutti l’acqua minerale prelevata e imbottigliata a Graviserri, in provincia di Arezzo.