Una sentenza destinata a far discutere e che potrebbe avere conseguenze importanti anche per casi futuri. Il Tribunale civile di Bolzano ha stabilito che chi decide di salire in auto con una persona ubriaca può essere considerato corresponsabile delle conseguenze di un eventuale incidente.
Il caso riguarda un grave schianto avvenuto nel 2018 in Alto Adige, dove un uomo era rimasto ferito dopo essere salito come passeggero su un’auto guidata da un conducente in evidente stato di alterazione alcolica.
Leggi anche:M5S, tensioni interne e due clamorosi addii: il futuro di Giuseppe Conte a rischio
Leggi anche:Maldive, recuperati gli ultimi due corpi dei sub italiani: dov’erano
Dopo l’incidente, il passeggero aveva avviato una causa civile contro la compagnia assicurativa per ottenere il risarcimento completo dei danni subiti. Ma il tribunale ha deciso diversamente.
L’incidente e la causa civile
Secondo quanto ricostruito durante il processo, l’auto sulla quale viaggiavano i due uomini invase improvvisamente la corsia opposta finendo contro un mezzo pesante.
Nell’impatto il conducente perse la vita, mentre il passeggero riportò diverse ferite.
L’uomo aveva già ricevuto un anticipo economico dall’assicurazione ma aveva successivamente chiesto il pagamento dell’intero risarcimento previsto.
La compagnia assicurativa, però, si è opposta sostenendo che il passeggero fosse pienamente consapevole delle condizioni del guidatore prima di salire a bordo del veicolo.
La decisione del giudice
Il Tribunale civile di Bolzano ha accolto la linea difensiva dell’assicurazione richiamando l’articolo 1227 del Codice civile sul cosiddetto “concorso di colpa”. Secondo il giudice, il livello di alterazione del conducente era talmente evidente da non poter passare inosservato.
Dall’autopsia emerse infatti che il guidatore aveva un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, ben oltre i limiti consentiti dalla legge.
Inoltre, i due uomini avevano trascorso insieme diverse ore prima dello schianto, avvenuto nelle prime ore del mattino.
Per questo motivo il magistrato ha ritenuto che il passeggero dovesse essere perfettamente consapevole delle ridotte capacità di guida dell’amico.
Risarcimento tagliato del 50%
La sentenza ha quindi stabilito una riduzione del 50% del risarcimento spettante al passeggero. Non solo. L’uomo era stato inizialmente condannato anche al pagamento delle spese legali della causa.
Successivamente, però, la compagnia assicurativa avrebbe rinunciato a richiedere il pagamento delle spese dopo la chiusura definitiva della vicenda giudiziaria.
La decisione è diventata definitiva perché il ricorrente non ha presentato appello.
Una sentenza che può fare giurisprudenza
Nel motivare la decisione, il tribunale ha richiamato anche una recente pronuncia della Corte di Cassazione del 2025 che affrontava casi simili legati alla responsabilità dei passeggeri.
Secondo il principio espresso dai giudici, chi sceglie volontariamente di salire in auto con una persona ubriaca accetta consapevolmente un rischio elevato.
La sentenza potrebbe ora diventare un precedente importante per future cause civili legate agli incidenti stradali e ai risarcimenti assicurativi.
Intanto il caso sta facendo discutere anche sui social, dove molti utenti si dividono tra chi considera corretta la decisione del tribunale e chi invece ritiene eccessiva la riduzione del risarcimento per il passeggero ferito.