Negli ultimi mesi, però, Addeo avrebbe continuato a convivere con il peso mediatico e personale di quella vicenda che lo aveva travolto.
Il post contro la figlia di Giorgia Meloni
Il nome del docente era diventato noto in tutta Italia dopo la pubblicazione di un messaggio social definito da molti “agghiacciante”, contenente pesanti riferimenti alla figlia della premier Giorgia Meloni.
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Il contenuto aveva provocato una durissima reazione politica e istituzionale, con condanne bipartisan arrivate anche dai più alti livelli del governo. Successivamente Addeo aveva chiesto pubblicamente scusa, definendo quel messaggio “un gesto stupido” scritto d’impulso.
Il professore aveva anche dichiarato che il testo fosse stato generato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, citando ChatGPT. Una ricostruzione che però venne fortemente contestata, anche alla luce delle verifiche effettuate sui sistemi di generazione AI, che non producono contenuti d’odio di quel tipo.
La sospensione e il ritorno a scuola
Dopo il caso mediatico, il docente era stato sospeso dal servizio nell’ambito di un procedimento disciplinare. In seguito era stato riammesso, ma senza stipendio.
Stefano Addeo insegnava al liceo scientifico “Medi” di Cicciano ed era conosciuto nel territorio di Marigliano, dove viveva accudendo la madre molto anziana. Secondo alcune testimonianze raccolte nelle ultime ore, l’uomo non avrebbe manifestato segnali evidenti di un nuovo gesto estremo.
La vicenda riapre ora il dibattito sulle conseguenze psicologiche dell’esposizione mediatica, soprattutto nei casi che diventano oggetto di forti polemiche pubbliche e pressione sociale.