La data è confermata: le pensioni di giugno 2026 saranno accreditate a partire da lunedì 1° giugno, primo giorno bancabile del mese. Il pagamento riguarderà tanto i titolari di conti correnti bancari quanto chi riceve i trattamenti tramite Poste Italiane, attraverso conto BancoPosta, Postepay Evolution o ritiro in contanti agli sportelli. Per chi si reca fisicamente agli uffici postali, Poste Italiane consiglia di evitare i primi giorni del mese e i momenti di punta della mattina, preferendo le ore pomeridiane o i giorni successivi al 1° giugno per ridurre i tempi di attesa.
Un cedolino che, per molti pensionati, presenterà elementi nuovi rispetto ai mesi precedenti. Aumenti attesi, arretrati finalmente in arrivo, ma anche trattenute e recuperi che alleggeranno l’importo per alcune categorie. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
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Chi riceve di più: gli aumenti per grandi invalidi e over 70

La novità più significativa del cedolino di giugno riguarda i grandi invalidi, ovvero ex militari o dipendenti pubblici con invalidità gravissime che necessitano di assistenza continua. Con il messaggio n. 1269, l’INPS ha confermato l’adeguamento dell’assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare, in applicazione della Legge di Bilancio 2026.
Per le categorie di invalidità più elevate (A e A-bis), l’assegno mensile sale da 878 a 1.000 euro. Per le categorie B, C, D ed E, l’importo passa da 439 a 500 euro. Non solo: sulla mensilità di giugno saranno accreditati anche tutti gli arretrati da gennaio a maggio 2026, con un’unica soluzione. Per chi rientra in queste categorie, si tratta di un accredito complessivo che potrà essere sensibilmente superiore al normale.
Confermato anche l’aumento strutturale di 20 euro mensili per i pensionati con almeno 70 anni di età e per gli invalidi civili totali maggiorenni. Questo incremento, entrato in vigore a marzo scorso, prosegue regolarmente a giugno. Il limite di reddito annuo individuale per accedere al beneficio è stato innalzato di 260 euro.
La correzione degli errori: buone notizie per i pensionati del 2024
Un’altra buona notizia arriva per i pensionati pubblici andati in pensione di vecchiaia nel 2024. L’INPS ha avviato d’ufficio il riesame dei trattamenti pensionistici ai quali erano state erroneamente applicate le aliquote di rendimento previste solo per le pensioni anticipate, con conseguenti penalizzazioni nel calcolo dell’importo. Chi è stato colpito da questo errore vedrà riconosciute le differenze sugli arretrati dei ratei di pensione, compresi gli interessi legali e la rivalutazione monetaria.
Chi riceve meno: trattenute e recuperi sul cedolino
Non tutte le notizie sono positive. Per alcuni pensionati, il cedolino di giugno presenterà delle trattenute che ridurranno l’importo netto accreditato. Come ogni mese, restano le consuete detrazioni fiscali: la trattenuta mensile IRPEF secondo le aliquote vigenti, le addizionali regionali e comunali riferite all’anno 2025, e l’acconto dell’addizionale comunale 2026.
Per i pensionati con un importo annuo complessivo fino a 18.000 euro e un conguaglio a debito IRPEF 2025 superiore a 100 euro, la rateazione è estesa fino alla mensilità di novembre. A giugno scatta inoltre la seconda rata di recupero per chi lo scorso anno ha beneficiato per errore delle detrazioni riservate esclusivamente ai lavoratori dipendenti con redditi compresi tra 20.000 e 40.000 euro. L’INPS sta recuperando queste somme in modo graduale, a rate.
Il rimborso del 730 rinviato ad agosto
Chi aspettava di vedere sul cedolino di giugno i conguagli relativi al Modello 730/2026 dovrà pazientare ancora. Le somme a credito o a debito derivanti dalla dichiarazione dei redditi impatteranno sui cedolini soltanto a partire da agosto 2026. Una scadenza da segnare in agenda per chi ha presentato la dichiarazione a maggio e attendeva un rimborso.
Come ritirare la pensione a giugno: le regole di Poste Italiane
Per chi ritira la pensione in contanti agli sportelli postali, il pagamento è ammesso solo per importi complessivi fino a 1.000 euro netti. Chi supera questa soglia deve comunicare all’INPS una modalità alternativa di pagamento, come l’accredito su conto corrente o libretto. Per recarsi allo sportello, è necessario presentare un documento d’identità valido o delegare una terza persona al prelevamento.
Attenzione a una scadenza importante: a partire dal 3 agosto 2026, in base al regolamento europeo n. 1208 del 12 giugno 2025, la Carta d’Identità cartacea non sarà più valida come documento di riconoscimento. Chi non dispone di patente o passaporto dovrà dotarsi entro quella data della Carta d’Identità Elettronica (CIE).
I possessori di carta di debito associata a conti o libretti postali possono inoltre beneficiare gratuitamente di una polizza assicurativa che copre i furti di contante subiti nelle due ore successive al prelievo, con un rimborso fino a 700 euro all’anno.
Il trattamento minimo e la perequazione
Gli importi di giugno rispecchiano il tasso di perequazione consolidato all’1,4% applicato dall’inizio dell’anno, che fissa il trattamento minimo INPS a 611,85 euro lordi mensili. Restano inoltre in vigore le novità fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e applicate definitivamente dallo scorso marzo: la riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per lo scaglione di reddito tra i 28.000 e i 50.000 euro. Un beneficio che cresce al crescere del reddito e che sui cedolini più bassi si è tradotto solo in piccoli aumenti.