La decisione della Procura di aprire un fascicolo di indagini per la morte del 26enne è nata dopo le dichiarazioni fatte anche dai familiari ai carabinieri. I genitori di Mattia Giani, infatti, sono stati sentiti come persone informate. Il punto da chiarire, secondo loro, è quello che riguarda la tempistica dei soccorsi.
I due si trovavano sulle tribune dello stadio di Campi Bisenzio domenica scorsa e hanno seguito momento per momento quello che stava accadendo nel campo di gioco. In ogni caso, per ora, nessuna denuncia formale risulta depositata in procura.
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Dopo la morte del ragazzo, il padre Sandro aveva denunciato: “Al campo sportivo non c’era né il medico, né l’ambulanza. Questa è la verità. La rianimazione a Mattia l’ha fatta il massaggiatore della sua squadra.
Dopo un po’ che si è sentito male, qualcuno ha portato un defibrillatore ma nessuno lo sapeva usare, nessuno sapeva quali bottoni bisognava pigiare. È arrivata una prima ambulanza ma non c’era il medico a bordo. Quando è arrivato era ormai passato molto tempo”.