Nuovo Dpcm, Conte lo ha firmato: tutte le misure fino al 24 novembre

Il presidente del Consiglio Conte ha firmato il nuovo Dpcm valido fino al 24 novembre.

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Tra le misure locali chiusi alle 18 ma aperti la domenica.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm il cui contenuto resterà valido fino al 24 prossimo novembre.

Tra le misure inserite all’interno, per le quali nella notte si è consumato un lungo confronto tra i capidelegazione delle maggioranza, vi è quella che dispone la chiusura dei locali del settore della ristorazione alle ore 18 ma con la possibilità di rimanere aperti la domenica.

Non sarebbero emerse modifiche sostanziali dal vertice di maggioranza sul nuovo Dpcm conclusosi nella notte. Resta la chiusura dei ristoranti alle 18.

Nonostante il lungo vertice notturno tra Conte e i capidelegazione della maggioranza, non sarebbero emerse sostanziali modifiche alla bozza del Dpcm divulgata nella giornata di sabato 24.

Il governo non ha infatti cambiato la propria posizione sulle chiusure da adottare per contenere la diffusione dei contagi, e secondo quanto riportato dalle prime indiscrezioni in materia sarebbero rimaste inalterate le principali misure che contraddistinguevano la bozza trapelata nelle scorse ore, tra cui la chiusura di bar e ristoranti alle 18 e la didattica a distanza per il 75% delle attività alle scuole superiori.

Dpcm, gli esiti del vertice di maggioranza

La nuova bozza del Dpcm continua infatti a prevedere l’obbligo di chiusura alle ore 18 per i locali attinenti al settore della ristorazione, mantenendo la possibilità della consegna a domicilio e del ritiro da asporto fino a mezzanotte:

“A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni sono consentite dalle ore 5.00 fino alle 18.00”.

Ritornano inoltre le limitazioni agli spostamenti intercomunali, anche se in questo caso non si parla di un divieto ma di una forte raccomandazione a non muoversi dal proprio comune di residenza:

“Con mezzi di trasporto pubblici o privati […] salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”.

Per quanto riguarda i centri urbani particolarmente congestionati inoltre, è prevista la possibilità per i sindaci di interdire l’accesso al pubblico dopo le ore 21:

“Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.

Ritorno della Dad a scuola

Come preventivato anche dalla prima bozza del Dpcm, nelle scuole superiori ci sarà un ritorno al sistema della didattica a distanza per il 75% delle lezioni, con il restate 25% per il quale invece verrà garantita la presenza.

Misure analoghe a quelle già intraprese da alcune regioni negli scorsi giorni.

 

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