Covid, nuovo Dpcm: possibile ulteriore stretta su feste, negozi e palestre

Il nuovo Dpcm è in arrivo e potrebbe portare a ulteriori strette per quanto riguarda le feste, i negozi e le palestre.

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Con il nuovo Dpcm in arrivo questo 15 ottobre il governo potrà prendere nuovi provvedimenti per l’emergenza Coronavirus.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha già escluso un nuovo lockdown nazionale, ma si prevedono ulteriori strette per le attività commerciali, lo svago e le attività sportive.

Il nuovo Dpcm: stretta in arrivo?

Il bollettino della Protezione Civile dell’8 ottobre ha segnato 4.458 nuovi contagi su 128.098 tamponi effettuati.

Il Governo in questo momento è diviso tra chi vuole restrizioni drastiche immediate, come il ministro Speranza, e chi è preoccupato per le conseguenze delle nuove regole sull’economia, già messa a dura prova dal lockdown della scorsa primavera.

Per questo l’esecutivo sembrerebbe aver deciso di prendere tempo e valutare se è possibile convivere con il virus nella stagione invernale.

Le misure drastiche, però, sono pronte, in caso le cose dovessero precipitare, come i mini-lockdown locali, come quello istituito a Latina.

Tra le altre misure pronte in caso di emergenza, ci sarebbe anche la chiusura anticipata (alle 22 o 23) per i locali, limitazioni di presenze alle feste e cerimonie, stop agli assembramenti davanti a scuole, uffici e luoghi pubblici, compresi i trasporti e divieti di accesso nelle strutture sanitarie per le visite.

Le nuove restrizioni colpirebbero in particolar modo i negozi e le palestre, visto che dovranno diminuire drasticamente il numero delle presenze.

Il pericolo dei contagi in famiglia

Il problema che è stato sollevato è che queste norme non cambiano quello che viene considerato il diffusore di contagio maggiore, ovvero il contesto familiare.

Il Governo per il momento non ha deciso di vietare le visite ai parenti perché avrebbe lo stesso significato del lockdown di marzo e Conte sa che il consenso raggiunto potrebbe in questo caso essere messo in discussione.

Il Cts ha predisposto dei provvedimenti da prendere secondo il livello di gravità della situazione che, se dovesse essere alto, potrebbe portare a zone rosse e lockdown temporanei associati all’incidenza dei contagi.

Per il momento non scatta la chiusura delle scuole, ma potrebbero introdurre l’obbligo di mascherina anche se c’è il metro di distanza e sospendere alcuni insegnanti, oltre a dividere le lezioni tra mattina e pomeriggio.

C’è sempre l’opzione della didattica a distanza, ma se i problemi con il numero dei casi e dei focolai dovessero durare più di tre settimane si dovrebbe tornare al lockdown e alla chiusura delle scuole.

 

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