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Neonato muore dopo il parto nello studio di un’ostetrica, la Procura ha aperto un’inchiesta

Mag 19, 2021

CUNEO – Aveva deciso di non partorire in ospedale, ma di affidarsi alle cure di un’ostetrica in un centro privato (caso acconsentito dalla legge).

Il parto, però, è finito nella peggior maniera possibile, ovvero con la morte del piccolo.

La tragedia si sarebbe consumata lo scorso sabato 5 maggio, ma solamente nelle ultime ore è stata diffusa la drammatica notizia.

Si attendono ora degli accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria.

LA DECISIONE DI AFFIDARSI ALLE CURE DI UN CENTRO PRIVATO

È giallo a Cuneo, dove un neonato è morto subito dopo il parto avvenuto all’interno dello studio di un’ostetrica.

La mamma, di origini straniere e residente in Liguria, è stata trasferita d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo dopo aver partorito, nella speranza che si potesse fare ancora qualcosa per il piccolo.

La donna sarebbe giunta in pronto soccorso tenendo in braccio il bambino, ma i medici, dopo averlo visitato, non hanno potuto fare altro che dichiararne il decesso.

La madre, dopo essere stata ricoverata, avrebbe rapidamente firmato per le dimissioni malgrado il parere contrario dei medici. Ed è così che sono iniziati gli accertamenti da parte della Procura di Cuneo.

L’IPOTESI DI OMICIDIO COLPOSO

Il sostituto procuratore Francesca Lombardi della Procura di Cuneo ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo.

Al momento è stata iscritta nel registro degli indagati l’ostetrica titolare della struttura, ma gli investigatori stanno valutando anche la posizione dei genitori del piccolo.

La scelta degli inquirenti sarebbe stata dettata, come riporta il quotidiano La Stampa, dai primi esiti dell’autopsia. Sul caso indagano i carabinieri, che stanno cercando di fare luce su quanto successo.

Qualcosa è evidentemente andato storto e occorrerà capire se sarebbe comunque accaduto anche in ospedale o se ci sono altre responsabilità da dover accertare.

La vicenda si sta trattando con il massimo riserbo. I parti all’interno delle abitazioni o comunque al di fuori dell’ambito ospedaliero sono consentiti, sebbene riguardino circa l’1% delle nascite in Italia.