Clima teso all’interno della Lega, dove il segretario Matteo Salvini ha deciso di passare alle maniere forti. Durante una recente riunione con i parlamentari a Roma, il leader del Carroccio ha lanciato un messaggio chiaro e senza margini di interpretazione: chi non versa la quota mensile al partito rischia di essere escluso dal gruppo.
Un vero e proprio ultimatum, arrivato dopo mesi di malumori interni e ritardi nei versamenti che, secondo quanto emerso, coinvolgerebbero non solo i parlamentari meno noti, ma anche figure di primo piano.
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Quote non versate e malumori interni

Ogni eletto della Lega è tenuto a versare circa 3.000 euro al mese al partito, una somma che rappresenta una delle principali fonti di finanziamento del Carroccio. Tuttavia, negli ultimi tempi diversi parlamentari avrebbero smesso di rispettare questa regola, creando un problema non solo economico ma anche politico.
Tra i nomi che mancherebbero all’appello ci sarebbero anche esponenti di peso come il vicesegretario Claudio Durigon e il senatore Claudio Borghi, oltre all’editore Antonio Angelucci. Una situazione che avrebbe fatto crescere il malcontento tra chi invece continua a contribuire regolarmente.
L’intervento di Salvini
Di fronte a questa situazione, Matteo Salvini avrebbe deciso di intervenire direttamente, assumendo una posizione rigida. Durante l’incontro con i parlamentari, il segretario avrebbe evitato di fare nomi, ma il messaggio è stato inequivocabile: o si paga, oppure si esce dal gruppo.