Scossone politico nel centrodestra italiano. Laura Ravetto avrebbe deciso di lasciare la Lega per aderire al progetto politico del generale Roberto Vannacci, segnando uno dei passaggi più rumorosi degli ultimi mesi nell’area sovranista.
La notizia, anticipata da Repubblica, rappresenta il primo vero addio eccellente dal Carroccio verso Futuro Nazionale, il movimento costruito attorno all’ex generale paracadutista che negli ultimi mesi sta attirando attenzione mediatica, consensi e malumori interni alla destra.
Leggi anche:Napoli: inseguiti dai carabinieri scavalcano un cancello ma è quello della caserma. Arrestati
Leggi anche:Pordenone: assalto col mitra al distributore di benzina, arrivano i carabinieri ma era un video per TikTok
Leggi anche:Palermo: scoperto scuolabus abusivo con una Fiat 500L, 14 minorenni a bordo
Laura Ravetto lascia la Lega

Secondo quanto emerso, nei prossimi giorni Ravetto dovrebbe comparire pubblicamente sul palco di uno degli eventi politici organizzati da Vannacci, ufficializzando così il suo passaggio. Per la deputata si tratterebbe dell’ennesima svolta politica di una lunga carriera parlamentare iniziata nel 2006.
Volto storico del berlusconismo televisivo, Ravetto è stata sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento tra il 2010 e il 2011 durante il governo Berlusconi. Dopo anni in Forza Italia, nel 2020 aveva scelto di aderire alla Lega di Matteo Salvini, in piena trasformazione da partito nordista a forza nazionale.
Ora però il nuovo cambio di casacca verso il progetto di Vannacci rischia di creare ulteriori tensioni all’interno del Carroccio.
Il progetto di Roberto Vannacci cresce

Anche se Futuro Nazionale non dispone ancora di una struttura radicata come quella dei grandi partiti tradizionali, il nome di Roberto Vannacci continua a pesare sempre di più nel panorama politico italiano.
Il generale, diventato popolarissimo dopo il caso mediatico legato al libro Il mondo al contrario, è riuscito negli ultimi mesi a costruire una forte presenza mediatica, intercettando una parte dell’elettorato più identitario e sovranista.