L’Artico è in fiamme, gli incendi in Siberia coprono 1,2 milioni di ettari: almeno 150 roghi attivi [FOTO]

Almeno 150 grandi incendi attivi: La situazione peggiore è l’area intorno a Verkhojansk, la Jacuzia, con oltre 930.000 ettari di foreste in fiamme.

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Le temperature record nell’area artica russa e in Siberia continuano a restare molto più alte della norma e questo ha contribuito ad un aumento degli incendi.

L’area di terra in fiamme in Siberia ora si estende per 1,2 milioni di ettari.

L’agenzia russa Avialesookhrana, responsabile della gestione aerea degli incendi forestali, ha scoperto che la copertura degli incendi è più alta del solito ed è anche iniziata prima grazie alla storica ondata di caldo di giugno.

Circa metà della copertura forestale in Russia si trova in aree remote, poco accessibili.

Quindi, i vigili del fuoco possono lasciare gli incendi bruciare se non minacciano le città vicine.

La temperatura media in Siberia è stata di quasi 10°C sopra la norma per i primi 5 mesi del 2020.

L’area si sta scaldando ad una velocità molto più alta di quanto simulato e questo riscaldamento sta portando ad un rapido scioglimento del permafrost e ad un aumento degli incendi.

La diffusa minaccia di incendi arriva dopo l’ondata di caldo da record di due settimane fa, quando la città di Verkhojansk, in Russia, ha battuto il record di caldo di tutti i tempi nel Circolo Polare Artico, raggiungendo i +38°C.

Anche se numerosi incendi sono comuni in Siberia durante i mesi estivi, le temperature record e i forti venti determinano un ambiente particolarmente pericoloso per gli incendi fuori controllo su centinaia di migliaia di ettari.

In questo momento, ci sono almeno 150 grandi incendi attivi.

La situazione peggiore è l’area intorno a Verkhojansk, la Jacuzia, con oltre 930.000 ettari di foreste in fiamme.

“Le foreste sono in fiamme in tutto il territorio artico, incluse Alaska e Canada.

È collegato ai cambiamenti nella circolazione e al crescente numero di processi meridionali che portano alla formazione di un anticiclone stazionario”, spiega Roman Vilfand, specialista meteo.

Vilfand ha precisato che altri due fattori chiave contribuiscono all’attuale grande aumento degli incendi in Siberia e nell’Artico:

il sole non tramonta durante le estati artiche e il suolo non si raffredda e in secondo luogo, continua ad essere riscaldato da condizioni serene con poche nuvole.

Le immagini satellitari della NASA offrono una vista eccezionale degli incendi siberiani e l’estesa nube di fumo generata.

I punti rossi rappresentano gli incendi attivi.

I prevalenti venti occidentali dovrebbero mantenere la nube di fumo su Siberia, Mare di Barents e Alaska ma raggiungerà anche il Canada occidentale e gli Stati Uniti nordoccidentali.

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