S.D., originaria del Bellunese, era sparita alla vista degli amici dopo un bagno nel lago.

Soccorsa da un agente di polizia in vacanza e dai carabinieri di Peschiera, era stata rianimata dal 118 ed affidata poi alle cure ospedaliere

Loading...

Non è bastato il salvataggio e le cure ospedaliere ricevute in seguito.

Silvia, la giovane che all’alba di mercoledì si era tuffata nel Garda senza più riemergere, è morta nel tardo pomeriggio del 17 giugno all’ospedale di Borgo Trento, dove era stata trasferita dopo un primo ricovero alla Clinica Pederzoli.

La ragazza, era originaria di Pieve di Cadore, nel Bellunese, ma da qualche tempo si era trasferita a Peschiera del Garda per lavorare come barista.

L’INCIDENTE.

Era l’alba di mercoledì, quando l’ispettore Superiore della Polizia di Stato Mauro Trinca Rampelin, appartenente all’Ufficio Polizia di Frontiera Aerea di Verona/Villafranca, libero dal servizio ed in villeggiatura in questi giorni in un campeggio in località Pioppi con la propria famiglia.

È stato svegliato dalle grida disperate di un gruppo di giovani e si è alzato per vedere cosa stesse succedendo.

Uscito dal camper ha appreso che il gruppo di ragazzi non riusciva più a trovare un’amica che si era tuffata nelle acque del lago senza più riemergere.

L’Ispettore ha così immediatamente dato l’allarme ai soccorsi, chiamando i carabinieri di Peschiera del Garda e a loro volta il 118.

Le ricerche effettuate nel luogo indicato dai giovani alla fine hanno dato i loro frutti:

il poliziotto è riuscito ad indiviudare S.D. nel fondale del Garda e senza alcuna esitazione si è gettato in acqua, insieme ad un amico dell sfortunata 20enne.

Immergendosi, è riuscito con difficoltà a portare in superficie il corpo privo di sensi ragazza e a riportarlo vicino al pontile.

Dove è stato preso in consegna dai carabinier che hanno subito iniziato a praticare le manovre di primo soccorso per rianimarla.

I tentativi dei militari sono andati avanti per una decina di minuti, fino a quando non sono arrivati gli uomini del 118 che hanno proseguito per altri 20, fino a quando il cuore della giovane non ha ripreso a battere.

Da lì il trasporto in ospedale a Peschiera e poi il trasferimento a Borgo Trento, dove purtoppo si è spenta nel pomeriggio.

GLI ACCERTAMENTI DELL’ARMA

Stando a quanto avrebbero appurato i carabinieri, i ragazzi avrebbero passato una notte spensierata ed esagerato con l’alcol, decidendo poi di andare a fare un bagno.

L’ipotesi è che la giovane abbia battuto la testa nel fare un tuffo e abbia perso i sensi, rimanendo sott’acqua per diversi minuti prima di essere trovata.

Fonte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *