Drone abbattuto in Lettonia dagli Eurofighter italiani: cosa è successo

Caccia Eurofighter italiani impegnati nella missione NATO di Baltic Air Policing hanno abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Lettonia. L’episodio si è verificato nella serata di giovedì 13 agosto sopra la parte orientale del Paese baltico. L’allerta aerea è stata revocata dopo l’intercettazione.

A comunicarlo sono state le forze armate lettoni. Il Ministero della Difesa di Riga ha precisato che l’ingresso del velivolo senza pilota è avvenuto all’altezza del comune di Balvi ed è conseguenza dell’attività di guerra elettronica russa nella regione.

Cosa è successo, ora per ora

Al momento della segnalazione le autorità lettoni hanno diffuso un avviso alla popolazione, invitando i cittadini a non uscire di casa e a cercare riparo. Le minacce allo spazio aereo hanno riguardato i comuni di Augšdaugava, Preiļi, Rēzekne, Balvi e Alūksne.

I caccia della missione NATO sono stati mobilitati in risposta alla minaccia. Dopo l’abbattimento, le forze armate hanno comunicato che le minacce erano cessate alle 4:50 e hanno revocato l’allerta, invitando comunque a non avvicinarsi a eventuali frammenti caduti al suolo.

Da dove veniva il drone

È il punto su cui conviene essere precisi, perché circolano ricostruzioni molto diverse tra loro. Le forze armate lettoni non hanno inizialmente identificato la provenienza del velivolo, limitandosi a definirlo “straniero” e a collegarne l’ingresso alle interferenze elettroniche russe sull’area.

Quella formulazione, secondo la lettura prevalente delle agenzie e dei media lettoni, indica l’ipotesi di un drone ucraino deviato dalla propria rotta. Nella notte Kiev aveva colpito obiettivi nella Russia nordoccidentale, e le autorità russe avevano riferito di un attacco con droni contro un importante hub per l’esportazione di energia.

Si tratta di una ricostruzione basata su elementi indiziari: l’origine esatta del velivolo e le circostanze della deviazione dovranno essere accertate. Quello che è confermato è il meccanismo indicato da Riga: non un’incursione deliberata contro la Lettonia, ma un effetto della guerra elettronica sul fronte russo-ucraino che si scarica sul territorio di un Paese dell’Alleanza.

Il ringraziamento di Riga all’Italia

Il governo lettone ha rivolto un ringraziamento pubblico ai militari italiani. “Siamo grati ai nostri alleati italiani per il loro contributo alla missione di difesa aerea della NATO nei Paesi baltici”, si legge nella nota, che sottolinea il ruolo nel mantenimento dell’integrità dello spazio aereo alleato.

Perché ci sono caccia italiani sopra la Lettonia

La ragione è semplice e spesso ignorata: Estonia, Lettonia e Lituania non dispongono di propri aerei da combattimento. Per questo dal 2004 gli alleati si alternano nel pattugliamento dello spazio aereo dei tre Paesi, nell’ambito della missione Baltic Air Policing.

Il contingente italiano è di stanza nella base aerea di Šiauliai, in Lituania, uno dei due principali punti di appoggio della missione. I velivoli operano in regime di prontezza continua e possono decollare in pochi minuti su ordine del centro operativo aereo combinato della NATO.

Non è la prima volta

All’inizio di giugno caccia della NATO avevano già abbattuto un drone fuori rotta sopra la Lettonia, in circostanze analoghe e con lo stesso collegamento alla guerra elettronica russa.

La ripetizione dello schema è l’elemento che merita attenzione più dell’episodio singolo: le interferenze elettroniche lungo il confine stanno producendo con una certa regolarità deviazioni di velivoli senza pilota nello spazio aereo alleato, con la conseguenza di attivare allerte alla popolazione e intercettazioni armate.

La Lettonia, membro di NATO e Unione Europea, conta circa 1,9 milioni di abitanti e confina a est con la Russia. Alla fine di maggio il nuovo governo di Riga ha firmato un accordo con l’Ucraina per rafforzare la cooperazione nella difesa contro i droni.