Dopo i sacrifici, i turni massacranti, l’orrore visto nei loro occhi per due mesi consecutivi, è il tempo della protesta.

I camici a terra, i corpi protetti con i sacchi dell’immondizia, le mani incatenate.

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Gli infermieri in prima linea nell’emergenza covid protestano sotto la Regione Piemonte per chiedere il giusto riconoscimento dopo mesi di lavoro nei reparti degli ospedali.

È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Rilancio, che contiene alcune novità rispetto alle prime bozze che riguardavano il bonus di mille euro per medici ed infermieri.

Il bonus, infatti, è sparito.

Come denuncia un articolo di infermieristicamente.it.

“sono sparite anche le modalità straordinarie di svolgimento dei concorsi pubblici per il Ministero della salute e l’Istituto Superiore di Sanità e l’estensione della dichiarazione di stato di emergenza (in scadenza il prossimo 31 luglio) per ulteriori 6 mesi”.

Ma la novità più importante, come si diceva, è anche la più brutta, ed è “la cancellazione dell’articolo 10 inserito nella bozza.

Che prevedeva come le regioni e province autonome, per l’anno 2020, nei limiti delle risorse disponibili e fermo restando l’equilibrio economico del sistema sanitario, potessero incrementare i fondi della contrattazione integrativa.

Per riconoscere, al personale sanitario dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale direttamente impiegato nell’emergenza epidemiologica, un premio, sino a 1.000 euro”.

Il bonus sarebbe dovuto essere commisurato al servizio effettivamente prestato nel corso dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 31 gennaio 2020.

Nei limiti del doppio dell’ammontare indicato in tabella A per ciascuna regione e provincia autonoma.

Questo infatti viene sostituito con il Fondo di solidarietà per i famigliari di vittime del Covid-19 che viene esteso a tutti gli esercenti le professioni sanitarie.

La denuncia della “sparizione” viene anche rilevata dal Fatto Quotidiano: “Tre mesi di sacrifici non considerati.

Promesse fatte e non mantenute.

Gli infermieri piemontesi ieri sono scesi in piazza a Torino, davanti alla sede della Regione per chiedere – anche al governo – il ‘giusto risarcimento’:

aumenti di stipendio e premi che li ripaghino delle fatiche e dei rischi che si sono accollati lottando contro il coronavirus”.

Al momento sui “premi” le Regioni si muovono in ordine sparso. E nel Veneto anche i medici sono sulle barricate.

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