• Dom. Ott 24th, 2021

Coronavirus Andreoni: “Rischiamo di ricadere nel lockdown “

Coronavirus, Massimo Andreoni: “I ricoveri non si sono fermati”

Massimo Andreoni, direttore di Malattie Infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma, fa il punto sul Coronavirus in Italia.

A che punto è la battaglia contro il Coronavirus?

Sebbene per la prima volta, nella giornata del 19 luglio, non si siano registrate vittime in Lombardia, l’attenzione deve restare molto alta.

Anche perché secondo tanti esperti i numeri del contagio sono preoccupanti:

i virologi si aspettavano dati inferiori nel periodo estivo contrariamente alla media dei 200 casi positivi giornalieri.

Ma è anche vero che il 30% di questa quota è rappresentata dall’arrivo, nel Bel Paese, di soggetti provenienti da fuori i confini nazionali.

Intanto, a fare il punto della situazione è il professore Massimo Andreoni, direttore del reparto di Malattie Infettive al Policlinico di Tor Vergata.

Coronavirus, il parere di Massimo Andreoni

In una lunga intervista concessa a Il Mattino, il direttore scientifico del Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) spiega come i ricoveri per Coronavirus non si siano mai fermati:

“Non è vero che abbiamo solo a che fare con asintomatici.

Diminuiscono i pazienti nelle terapie intensive perché in media i nuovi positivi sono più giovani, ma l’epidemia rischia di raggiungere anche i soggetti fragili”.

Un altro dato preoccupante snocciolato da Andreoni, in merito al Coronavirus, è relativo al 50% dei malati:

“Quelli più gravi quando guariscono non ritrovano subito lo stato di salute che aveva prima di ammalarsi.

In sintesi: bisogna essere molto prudenti”.

Per Massimo Andreoni è fondamentale attendere altri 5-6 mesi, il tempo di avere un vaccino anti-Coronavirus.

“Gli anticorpi, invece, sono a una fase delle sperimentazione iniziale” spiega il primario di Malattie Infettive.

“Abbiamo invece almeno tre vaccini in una fase avanzata di sperimentazione.

Ciò che sta succedendo in Italia e nel mondo, dimostra che il vaccino c’è bisogno.

In attesa del vaccino bisogna fare molta attenzione, se non vogliamo ricadere nel lockdown.

L’importante – conclude Andreoni – è resistere altri 5-6 mesi”.

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