I ricercatori del Florey Institute raccomandano in particolare lo sviluppo di un protocollo di screening di massa mirante a identificare le persone a rischio di contrarre il Parkinson o che sono nelle prime fasi della malattia.
Questo potrebbe includere test di olfatto e vista e scansioni cerebrali per identificare sintomi motori.
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Sono inoltre in via di sviluppo terapie farmacologiche che, se amministrate tempestivamente, potranno rallentare i fermare lo sviluppo della malattia.
Questo conferma come il coronavirus incida su diverse parti del corpo, non legate all’apparato respiratorio.
Se prima si pensava che lasciasse postumi solo sui polmoni, adesso la situazione è diversa.
E ancora potrà cambiare, essendo un virus nuovo, del quale conosciamo poco, forse troppo poco.