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Come ripartiremo? Queste sono le parole chiave che ci aiuteranno

Apr 28, 2020

Si apre tra poco la cosiddetta Fase 2, che da un lato ci dà grande speranza di ripartire, dall’altro ci preoccupa non poco, perché l’emergenza Covid-19 è tutt’altro che risolta.

Quali saranno le parole chiave della ripartenza, quelle con cui dovremo confrontarci al ritorno al lavoro?

Quattro parole molto importanti sono a mio avviso resilienza, nuova distanza, ispirazione, reimmaginazione.

RESILIENZA

Resilienza è una parola che viene dal mondo dei metalli, e che significa che un metallo resiste alle forze che vengono applicate, e torna poi ad essere quello che era prima; l’opposto di resiliente è fragile, che si spezza.

Nella fase della ripartenza ci sentiremo sicuramente ancora fragili, molto fragili, perché quella a cui siamo chiamati, sia nella vita personale che in quella professionale, è in realtà una fase di grande stress e incertezza.

Per questo, avremo bisogno di tirare fuori tutta la nostra capacità di resilienza, che non significa negare che esista lo stress.

Anzi ci toccherà volenti o nolenti viverlo, ma viverlo avendo la capacità di passare dalla normalità che vivevamo prima a una nuova normalità, adattandoci: davvero, dovremo avere la capacità di resistere.

NUOVA DISTANZA

La distanza sarà un’altra parola chiave con cui dovremo confrontarci nella nostra vita, personale e professionale.

La distanza fisica del social distancing, certo, ma anche la nuova distanza che sarà data dal nostro continuare a lavorare in parte come prima, in parte in remoto.

La capacità di lavorare a distanza entrerà a far parte della nostra nuova normalità, a differenza di prima.

Questa distanza ce la porteremo dietro: anche quando la crisi sarà finita, e torneremo alla tanto agognata vita di prima, la distanza farà ormai parte di noi e del nostro bagaglio professionale, e nulla in realtà sarà più come prima.

ISPIRAZIONE

La ripartenza ha assolutamente bisogno di una nuova leadership, che valorizzi l’empatia e la condivisione, e che punti sulla capacità di ispirare le persone.

È inutile in questa fase la leadership direttiva vecchio stile: molto meglio una leadership empatica, profondamente ispirante, che non nasconda le difficoltà ma le renda condivise.

Sarà molto importante rafforzare il senso della comunità  e sapere dare un “purpose”, uno scopo molto ben condiviso sia all’interno che all’esterno dell’azienda.

REIMMAGINAZIONE

Una crisi di questa portata crea una vera e propria discontinuità col passato, che impatta il nostro modo di essere e di lavorare.

La capacità di reimmaginarci dal punto di vista professionale sarà fondamentale e sarà un fattore critico di successo:

faccio un esempio, chi si è occupato finora di eventi può o aspettare che tutto torni alla normalità (tempi lunghissimi).

O reimmaginarsi professionalmente e venire incontro ai nuovi bisogni emersi sul mercato.

L’essere capaci di reagire a questa crisi, ripensando le proprie competenze professionali e se necessario il proprio business in modo non reattivo ma proattivo, farà la differenza:

alcuni, paradossalmente, usciranno da questa crisi profondamente rafforzati, se saranno stati capaci di “ripensarsi

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