Marò, il Tribunale internazionale dell’Aja assegna il processo
Tutto ha inizio nel febbraio 2012 con Latorre e Girone impegnati in una missione di protezione della nave mercantile italiana ‘Enrica Lexie’, in acque a rischio di pirateria.
Leggi anche:Fabrizio Corona si apre davanti alle telecamere: ecco di cosa soffre mio figlio Carlos
Leggi anche:San Benedetto del Tronto, donna di 82 anni trovata morta vicino al torrente Ragnola
Leggi anche:Affari Tuoi, la frecciata di Stefano De Martino a Gerry Scotti
Il 19 febbraio 2012 i due fucilieri di Marina vengono consegnati alla giustizia indiana con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani su un peschereccio, scambiati per due pirati al largo della costa del Kerala, nel sud dell’India.

Caso Marò, il Tribunale Arbitrale Internazionale si è espresso riconoscendo per i due fucilieri della Marina l’immunità e la giurisdizione sul caso all’Italia.
Per quanto accaduto sulla Enrica Lexie il 15 febbraio 2012 ai due Marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, quindi, il processo spetta all’Italia.
L’arbitrato internazionale ha stabilito che i due fucilieri della Marina erano funzionari dello Stato Italiano impegnati nell’esercizio delle loro funzioni.
All’India, però, lo Stato italiano dovrà versare un risarcimento.
Marò, giurisdizione all’Italia
Lo ha reso noto la Farnesina: sulla controversia internazionale della petroliera Enrica Lexie, il Tribunale arbitrale internazionale ha negato la giurisdizione a New Delhi per i due marò coinvolti nel caso.
I due militari, quindi, saranno processati penalmente in Italia.
Nell’esercizio della propria giurisdizione, pertanto, toccherà allo Stato Italiano il riavvio del procedimento penale verso Latorre e Girone per l’incidente di 8 anni fa accaduto nel mare delle Leccadive, nell’Oceano Indiano.
In quell’occasione, Italia e India resero due versioni contrastanti dei fatti.
Secondo l’India, il peschereccio Saint Anthony fu investito da colpi di arma fuoco da un’imbarcazione che la guardia costiera indiana identificò con la Enrica Lexie.
Secondo l’Italia, invece, la petroliera tricolore venne avvicinata da un’imbarcazione da pesca con a bordo cinque persone armate con evidenti intenzioni di attacco.

In accordo con le regole di ingaggio previste, dopo aver utilizzato “graduali azioni dissuasive” contro il “naviglio” sospettato di ospitare pirati, vennero sparati in acqua tre serie di colpi d’avvertimento.
Nella nota della Farnesina si legge che l’Italia “desidera esprimere apprezzamento per l’efficace lavoro svolto in questi anni dal team legale a tutela dell’Italia nelle sedi giudiziarie indiane e internazionali”.
Dopo lunghi anni di controversie, i due fucilieri della Marina Italiana si trovano in Italia da alcuni anni.
Massimiliano Latorre ha fatto rientro nel 2014 per motivi di salute (ictus) ottenendo il permesso di rientrare in Italia dalle autorità indiane.
Salvatore Girone, invece, è rientrato nel maggio del 2016 dopo che gli fu concesso il rimpatrio per “ragioni umanitarie”