A pochi giorni dalla tragica fine di Davide Rebellin e dalla scomparsa di Ercole Baldini, il ciclismo italiano è di nuovo in lutto. Adorni è uno dei personaggi del ciclismo più noti, che segnò un’epoca dominata da Eddy Merckx e Felice.
Adorni esordì tra i professionisti nel 1961, a 24 anni, e nel 1964 approdò alla Salvarani, team con il quale conquistò il Giro d’Italia dell’anno successivo battendo Italo Zilioli e Gimondi.
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La cavalcata di 90 chilometri al mondiale di Imola, quando tagliò il traguardo con 9’50” su Herman Van Springel e 10’18” su Michele Dancelli, lo fece entrare nella storia del ciclismo. Quando scese di sella, nel 1970, il suo palmares contava 60 successi tra i professionisti.
Chiusa la carriera sportiva è stato poi dirigente della Salvarani e della Bianchi. ‘Scoperto’ da Sergio Zavoli, che l’ha voluto subito con lui nel Processo alla tappa, ha dimostrato una capacità comunicativa fuori dal comune, che gli ha permesso, anche dopo la fine della carriera sportiva, di proseguire come commentatore.