VIVIANA e GIOELE: un COLPO di scena CAMBIA tutto. Ecco cosa è stato trovato sul CORPO della DONNA

Tornano ad accendersi i riflettori sul GIALLO dell’ESTATE.

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VIVIANA e GIOELE, mamma e figlio, lo ricordiamo, sono stati ritrovati morti nelle campagne di Caronia, in provincia di Messiana.

Un GIALLO che si aggroviglia tra dubbi, cose non chiare e coincidenze che rendono, senza ombra di dubbio, difficile le INDAGINI.

I primi risultati dell’autopsia di qualche settimana fa hanno confermato la pista investigata dell’omicidio-suicidio.

Non una caduta accidentale dal traliccio, ma il volo di chi vuole farla finita.

Non una madre che sale in alto per cercare il figlio disperso nel bosco, ma una donna che cerca il suicidio e lo trova. Ecco la verità, la triste e macabra verità.

Il cadavere di Viviana Parisi era a 3 metri di distanza, riverso di lato. Non è mai stato spostato da quel punto esatto del ritrovamento.

Viviana Parisi era assediata dalle angosce e dalla paura. Suo figlio Gioele, 4 anni, quel giorno era con lei.

E la mamma vedeva pericoli dappertutto, nemici da cui voleva proteggerlo. Era il 3 agosto quando, percorrendo insieme l’autostrada Messina-Palermo a bordo di un’Opel Corsa, hanno avuto un incidente all’altezza della galleria Pizzo Turdo.

La madre ha preso in braccio Gioele, ha scavalcato il guardrail e si è persa nel bosco.

Ed è proprio di qui che arriva un COLPO di SCENA che cambia decisamente le cose.

A due mesi dalla morte di entrambi, mamma e figlio, un MORSO è stato rinvenuto sul gomito di Viviana Parisi.

Prende quindi quota l’ipotesi dell’aggressione di animali, in particolare di un branco di cani.

Si riparte dunque dai morsi sul corpo della dj torinese, nonostante le indagini sia ancora in fase di stallo.

Infatti, il Gabinetto regionale della polizia scientifica ha comunicato al procuratore capo di Patti Angelo Cavallo che le impronte sul traliccio numero 59 di contrada Sorba non sono della quarantatreenne.

Le tracce, che originariamente sembravano impronte, “non sono di natura biologica”.

E quindi, a distanza di mesi, sembra essere cambiato poco o nulla.

Tutto rimane un mistero che, probabilmente, svanirà tra le indagini e i rilevamenti.

Lo sfogo di Daniele Mondello

Cosa si aspetta adesso?

«Ho poca speranza. Ma ho il diritto di sapere cosa è successo. La mia sarà una battaglia lunga. Forse mi aiuteranno le immagini dei satelliti militari.

O forse il sussulto di chi sa e ha deciso di tacere.

Capiremo un giorno perché Viviana viene rinvenuta a un chilometro da Gioele, senza un calzino e con una sola scarpa indossata?».

Come vivi oggi?

«Non sto lavorando, non riesco a concentrarmi. Cerco di stare fuori casa il più possibile ed evito di dormire nel nostro appartamento di Venetico.

Troppi ricordi affollano le mie notti. Io e Viviana ci siamo amati e sostenuti.

Lei era una ragazza volitiva, energica, forte e tale resterà, per sempre, nei miei ricordi. Lei e Gioele sono la mia famiglia, sopravvivo solo perché sento che mi sono vicini.

Mi mancano troppo. La cosa più dura per me è guardare altri bambini. In ciascuno rivedo il volto del mio Gioele.

Ogni mattina mi sveglio nello stesso incubo. Dove c’era amore, oggi c’è il vuoto».

 

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