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“Tutto in tribunale”. Albano Carrisi, la brutta notizia poco fa:

“Tutto in tribunale”. Albano Carrisi, la brutta notizia poco fa:

Nel bene e nel male, Albano Carrisi è sempre una garanzia per i giornalisti. Ogni giorno il suo famoso nome balza ai fatti di cronaca, che siamo buone o cattive notizie. Quest’occasione, per esempio, non è affatto gioiosa perché stiamo parlando di un vera e propria truffa della quale la vittima è il cantante.

Proprio qualche giorno fa Al Bano era stato il protagonista di un grave furto nella sua immensa tenuta di Cellino San Marco, paese di cui è originario nonché una sorta di simbolico podestà. I ladri avevano fatto irruzione nella sua preziosa ed adorata vigna, devastando tutto per dei pali in ottone, migliaia di euro di danni e di perdita. Evento che l’ha addolorato più che altro per il vino. E ora un’altra sventura.

Albano Carrisi, truffa subita

Oltre a questi due brutti avvenimenti, che avranno senz’altro fortemente stressato Al Bano e tutta la sua numerosa famiglia, l’artista è stato sulla bocca di tutti anche per quanto riguarda l’operazione a cui si è sottoposta ultimamente l’ex moglie e madre dei suoi figli maggiori Romina Power. Il web, che non demorde nel vederli come coppia, l’ha criticato per non averle fatto auguri di pronta guarigione.

Nulla a che vedere con quanto gli è accaduto adesso. Tuttavia da questa premessa è chiaro quanto i media siano interessati al quotidiano del compagno di Loredana Lecciso. Tornato per l’appunto a ora, Albano Carrisi è stato truffato con l’acquisto di 30 casse del suo vino, avvenuto nel suo store tramite un bonifico di 2.583 euro rivelatosi inesistente. Il fatto risale al 2018, oggi è arrivata la resa dei conti.

Lo stesso cantante si era recato in caserma per denunciare la truffa e con quest’accusa è finito sotto processo un 32enne di Oria, colui che avrebbe organizzato il colpo con un compare. Lui sarà giudicato con rito abbreviato.

Come riportato dal Quotidiano di Puglia, è iniziata con una e-mail all’enoteca, seguita da una seconda col bonifico da Las Palmas, alle Canarie. Poi si sono presentati in persona e ritirato la merce che, ora, è stata recuperata per metà. La legge a maggio farà il suo corso.