Trump ad Ankara: “Meloni mi piace, ma non c’è stata per noi sull’Iran”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è arrivato ad Ankara per il vertice Nato e, nel corso del bilaterale con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, è tornato a parlare della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, con parole che mescolano apprezzamento personale e critiche politiche.

Le parole di Trump su Meloni

“Mi piace, è una brava persona, ma non c’è stata per noi” sull’Iran, ha dichiarato il presidente americano, entrando nel merito delle ragioni che avrebbero raffreddato i rapporti tra Washington e Roma nelle ultime settimane. Trump ha poi aggiunto ulteriori dettagli sulla natura del disaccordo: “Io non le ho messo molta pressione. Ma si è rifiutata di essere coinvolta nello Stretto di Hormuz o con l’Iran in generale”.

Il tycoon ha quindi riconosciuto apertamente il deterioramento del rapporto con la premier italiana, pur mantenendo un giudizio personale positivo: “Il mio rapporto con lei si è inasprito, ma mi piace e penso che sia una brava persona che ha fatto un errore, lei non c’è stata per noi e questo non mi ha reso felice”.

Il precedente del meme su Truth

Le dichiarazioni di Ankara arrivano a pochi giorni di distanza dall’ennesimo attacco social del presidente americano. Domenica, Trump aveva infatti pubblicato sul proprio profilo Truth un meme raffigurante la premier italiana di fronte a lui, accompagnato dal commento “Serve un ordine restrittivo”, un post che aveva suscitato reazioni immediate nella politica italiana e alimentato il dibattito sui rapporti tra i due leader alla vigilia del vertice.

La frecciata alla Nato

Nel corso del suo intervento, Trump non ha risparmiato critiche nemmeno all’Alleanza Atlantica nel suo complesso, arrivando a mettere in dubbio persino la propria partecipazione al summit: “Sono rimasto molto deluso dalla Nato e, francamente, se non si fosse tenuta in Turchia, dove un mio amico è un leader molto forte, una persona molto forte, probabilmente non avrei partecipato. Sentivo di dover partecipare perché so che si è impegnato al massimo”.

Un riconoscimento esplicito al padrone di casa Erdogan, che conferma il rapporto privilegiato tra il presidente americano e il leader turco, in un vertice che si preannuncia complesso per gli equilibri interni all’Alleanza.

Un vertice ad alta tensione

Il summit di Ankara rappresenta il primo faccia a faccia tra Trump e Meloni dopo le tensioni delle ultime settimane, e le parole pronunciate dal presidente americano durante il bilaterale con Erdogan sembrano confermare come il nodo Iran resti il principale terreno di frizione tra Washington e Roma. La premier italiana, dal canto suo, aveva più volte ribadito nelle scorse settimane la posizione di sovranità nazionale dell’Italia rispetto alle richieste americane.

Resta ora da capire se il vertice offrirà l’occasione per un chiarimento diretto tra i due leader, o se le distanze emerse sul dossier iraniano continueranno a pesare sui rapporti bilaterali tra i due Paesi, storicamente alleati, nelle prossime settimane.