Era una di quelle mattine che sanno di vacanza: ombrelloni ancora mezzi chiusi, passi lenti sulla sabbia, il mare davanti. Poi, in un attimo, qualcosa cambia.
Qualcuno si accorge che una donna non sta bene, che si piega su se stessa, che attorno a lei l’aria si riempie di richiami e paura.
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Siamo a Bibione, sul litorale in provincia di Venezia. Secondo quanto riferito, la turista, di nazionalità tedesca, si trovava sull’arenile davanti al Villaggio Turistico Internazionale quando ha accusato un malore improvviso e si è accasciata davanti agli altri bagnanti. E in pochi secondi quella spiaggia, fino a poco prima tranquilla, si è trasformata in un piccolo teatro di ansia collettiva.
Una mattina che si trasforma in incubo
Chi era vicino ha tentato d’istinto di aiutare, mentre altri hanno chiamato i soccorsi. C’è chi si è fatto largo per capire, chi è rimasto pietrificato a distanza, chi ha provato a fare spazio. In situazioni così, tutto sembra accadere insieme: la confusione, la speranza, il tempo che si dilata.
L’allarme è partito immediatamente e sul posto è arrivato il personale del 118 del Punto di Primo Intervento locale. La priorità era una sola: provare a stabilizzare la donna e guadagnare secondi preziosi.
Vista la gravità delle condizioni, la centrale operativa ha disposto anche l’intervento dell’elisoccorso decollato da Treviso. Un supporto avanzato, deciso quando ogni momento può fare la differenza tra la vita e la morte. Sopra la spiaggia, l’elicottero è rimasto in hovering mentre il medico rianimatore veniva calato con il verricello direttamente sull’arenile.
A quel punto sono iniziate le manovre di rianimazione cardio-polmonare. Un intervento lungo, complesso, fatto di procedure ripetute e di gesti rapidi. Intorno, gli sguardi dei presenti: alcuni con le mani alla bocca, altri in lacrime, altri ancora incapaci di distogliere gli occhi da quella scena drammatica.
Nonostante i tentativi prolungati e l’impiego di tutte le procedure d’emergenza disponibili, per la donna non c’è stato nulla da fare. Il medico ha dovuto constatare il decesso al termine delle manovre rianimatorie, chiudendo nel modo più doloroso una corsa contro il tempo che aveva tenuto tutti col fiato sospeso.
Sulla spiaggia sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale, impegnati a gestire la presenza dei numerosi bagnanti, mettere ordine e avviare le procedure di identificazione.
L’area è rimasta presidiata per consentire gli accertamenti e per offrire supporto a chi, in quei minuti, ha dovuto affrontare lo shock più grande: quello dei familiari della turista.