Spostamenti tra regioni, verso la proroga: spunta la data

Spostamenti tra regioni, verso la proroga: spunta la data del 31 marzo. La decisione spetta al governo Draghi. Poi, si dovrà discutere anche sul nuovo Dpcm, in scadenza tra meno di due settimane

Incassata la fiducia in Camera e Senato, il governo di Mario Draghi dovrà iniziare a prendere le prime decisioni. Tra le priorità l’emergenza Coronavirus, che preoccupa soprattutto per l’amplia e rapida diffusione della varianti.

Venerdì c’è stato il monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità: i dati emersi hanno reso necessario il cambio di colore di alcune regioni: Campania, Emilia-Romagna e Molise retrocesse in arancione.

La Lombardia è riuscita a mantenere la fascia gialla, così come l’Abruzzo ha evitato (per poco) il rosso. Mentre, ieri, si è tenuto un vertice dei presidenti delle Regioni: i governatori chiedono al nuovo esecutivo di rivedere “le regole e i criteri delle zone”, introdotte nel novembre scorso dal governo Conte, e “cambiare passo” sui vaccini.

Sembra tramontata, quindi, l’ipotesi avanzata dal governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini di mettere tutta Italia in una sorta di lockdown soft (con regole da zona arancione) per qualche settimana per rallentare i contagi. Dunque, cosa succederà nei prossimi giorni?

Spostamenti tra regioni

Il primo passaggio è il nuovo decreto Covid che verrà approvato dal Consiglio dei ministri, convocato per domani, lunedì 22 febbraio. Molto probabilmente il provvedimento conterrà la proroga del divieto di spostamento tra Regioni, in scadenza il 25 febbraio.

A quanto apprende l’Adnkronos, il governo sta valutando di prorogare lo stop fino al 31 marzo. L’ipotesi che circolava negli ultimi giorni era quella di uno slittamento fino al 5 marzo, quando sarebbero scadute anche le altre misure anti-Covid.

Ma nelle riunioni di ieri a Palazzo Chigi si sarebbe valutato di prorogare il divieto per un altro mese.

Il nuovo Dpcm

Subito dopo il governo dovrà decidere quali restrizioni applicare a partire dal 5 marzo, data di scadenza del dpcm che regola il meccanismo dei colori. ieri, il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha annunciato che le Regioni “nelle prossime ore presenteranno al governo una piattaforma di proposte in vista del prossimo Dpcm, nella convinzione che occorra un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale e per la ripresa economica.

Anche per questo abbiamo chiesto al Governo un incontro urgente”. I governatori, ha aggiunto, hanno anche affrontato “le questioni che riguardano la revisione dell’attuale sistema di regole che definisce l’entrata e l’uscita dalle diverse zone.

È necessaria una revisione ed una semplificazione con la contestuale revisione dei criteri e dei parametri di classificazione. Serve un respiro più lungo ed un’analisi approfondita dei luoghi e delle attività, anche in base ai dati di rischio già accertati”, ha spiegato Bonaccini. “Non solo.

Occorre che le misure siano conosciute con congruo anticipo e tempestività dai cittadini e dalle imprese. Tutte le Regioni hanno poi richiesto che per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori si attivino anche contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte”.

Maxi zona arancione? Favorevoli e contrari

Il governatore della Toscana Eugenio Giani si era detto d’accordo con la proposta del collega emiliano di un lockdown soft: “La gradualità delle restrizioni attraverso il sistema dei colori ha funzionato quando ci sono state fasi con forti differenziazioni fra territorio e territorio. Ora c’è una certa omogeneità” e la proposta di Bonaccini “è comprensibile”, ha spiegato a Tagadà su La7. Dello stesso parare anche Attilio Fontana.

Contratio il presidente della Liguria Giovanni Toti: “Dopo un anno di lockdown penso che cittadini e imprese si aspettino esattamente l’opposto“.

A vertice concluso, il governatore ha addirittura proposto “una zona gialla nazionale, che preveda maggiori aperture, come ad esempio sport, palestre e piscine, spettacolo, consentendo ai ristoranti di scegliere se aprire a pranzo o a cena”.

D’accordo con lui Matteo Salvini. il leader della Lega ha chiesto di feramrsi “con gli annunci, gli allarmi e le paure preventive che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, se ci sono zone più a rischio si intervenga in modo rapido e circoscritto“.

La nuova mappa dell’Italia

Fascia rossa: nessuna regione, ma Umbria e Provincia di Bolzano hanno già predisposto zone rosse a livello regionale.

Fascia arancione: Abruzzo, Liguria, PA Bolzano, PA Trento, Toscana, Umbria, Campania, Emilia Romagna e Molise.

Fascia gialla: Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle Aosta e Veneto.