• Ven. Lug 30th, 2021

Saman Abbas, la notizia dopo 67 giorni.

Saman Abbas, la notizia dopo 67 giorni.

Dopo 67 giorni, sono state ufficialmente sospese le ricerche in merito al caso Saman Abbas, la 18enne pakistana che ha rifiutato il matrimonio combinato dalla famiglia.

IN OLTRE DUE MESI SONO STATI IMPIEGATI PIÙ DI 500 CARABINIERI, CANI SPECIALIZZATI, VIGILI DEL FUOCO E UNITÀ DELLA POLIZIA PROVINCIALE

L’ipotesi più accreditata, ed anche la più agghiacciante, è che a uccidere la ragazza siano stati proprio i famigliari.

In oltre due mesi sono stati impiegati più di 500 carabinieri, numerosi cani specializzati, vigili del fuoco con natanti e unità della polizia provinciale.

Oltre a ciò, sono anche stati utilizzati i più recenti strumenti tecnologici, come il geo scanner in hd, gli elettromagnetometri, i droni e svariate telecamere.

I PRINCIPALI SOSPETTATI

Nonostante gli sforzi, del corpo di Saman Abbas non è stata trovata alcuna traccia.

Dalla notte tra il 30 aprile e il primo maggio non si hanno più sue notizie.

Le indagini delle forze dell’ordine, ovviamente, proseguiranno, con il preciso scopo di trovare Saman e catturare i familiari latitanti.

Al momento i sospettati sono i due genitori, il 47enne Shabbar Abbas e la 46enne Nazia Shaheen, partiti entrambi per il Pakistan proprio il giorno dopo la scomparsa della figlia 18enne.

Anche lo zio 33enne Danish Hasnain (quest’ultimo ritenuto l’esecutore materiale) e il cugino 35enne Nomanhulaq Nomanhulaq rientrano nella lista dei sospettati.

L’UNICO ARRESTATO NELLA VICENDA SAMAN ABBAS

In tutta questa vicenda, l’unico ad essere stato arrestato è un altro cugino, ovvero Ikram Ijaz, che è stato fermato il 28 maggio su un autobus mentre dalla Francia si stava dirigendo in Spagna.

L’uomo, durante l’interrogatorio, ha più volte dichiarato di non sapere nulla.

Tuttavia, gli investigatori non hanno creduto a nessuna delle sue parole. Sabato 10 luglio, il tribunale del riesame ha confermato la sua custodia cautelare.

LE PAROLE DEL FIDANZATO

Mancano pochi giorni al momento in cui il 21enne Ajub Saquib, il fidanzato pakistano della vittima, farà la sua testimonianza.

Secondo il ragazzo, Saman sarebbe ancora viva, ma le sue dichiarazioni sono tuttavia prive di fondamenta.

La sua teoria, infatti, appare più come una speranza, come testimoniano le sue parole:
-“La sogno tutte le notti: piange e dice di aiutarla a uscire dalla camera in cui è rinchiusa”.

Ad ogni modo, Ajub ha raccontato di aver subito delle minacce da parte dei famigliari della ragazza.

Quest’ultimi, a detta del 21enne pakistano, si sarebbero sempre opposti alla loro relazione sin dai primi momenti.

Inoltre, Ajub ha rivolto una dura accusa anche alla comunità nella quale la ragazza aveva trovato rifugio

– “Se n’è andata da lì perché le dicevano che doveva lasciarmi, perché ero pakistano. Non la facevano uscire e le hanno bloccato tutto, compreso il pocket money.

Poteva usare il cellulare solo un’ora al giorno e noi non potevamo fare altro che vederci di nascosto”.(di Gabriele G.)