Salvatore, morto di lavoro.

Salvatore, morto di lavoro nello scavo del Terzo Valico: dalla Calabria al Piemonte per un eroismo quotidiano

Cucè, 33 anni, era un operaio trasfertista. Vittima dell’esplosione nel cantiere della galleria di Voltaggio (Alessandria)

Salvatore Cucè, un operaio trasfertista di soli 33 anni, è diventato una delle vittime del lavoro in Italia. La sua morte, avvenuta nel cantiere della galleria di Voltaggio (Alessandria), ha fatto sì che la Repubblica dedichi uno spazio fisso alle vittime sul lavoro. La sezione non solo ci parla di un elenco di morti, ma descrive le vite delle vittime e ci ricorda che si tratta di persone che non dovrebbero essere dimenticate.

Il nostro paese ha una media di tre lavoratori al giorno che non fa ritorno a casa, e questi morti non devono essere ignorati o diventare una semplice statistica. “Morire di lavoro” è un appello che richiama l’attenzione delle istituzioni e della politica su questo “crimine di pace” che continua a suonare il nostro paese.

Salvatore, morto di lavoro.

Salvatore Cucè proveniva dalla Calabria ed era un trasfertista che si trovava a lavorare nella costruzione della linea ferroviaria del Terzo Valico, tra Piemonte e Liguria. La sua morte, causata dall’esplosione dovuta a una fuga di gas nella galleria in cui lavorava insieme a un altro operaio ferito, è solo una delle molte morti sul lavoro che colpiscono spesso i migranti. Questi crimini di pace sono intollerabili.

Salvatore era un appassionato di calcio e una figura importante nella squadra locale di Roccabernarda, la città in cui è nato e cresciuto. La sua morte ha commosso molti e ha scatenato una richiesta di maggiore sicurezza e rispetto per i lavoratori del sud e per le loro famiglie. Durante il suo funerale, l’intero paese si è riunito per onorarlo e sostenere la sua famiglia.

A mille chilometri di distanza, a Voltaggio, le campane della chiesa suonavano a lutto per la morte di Salvatore. Anche se la distanza geografica tra le due città non può essere colmata, la solidarietà e la compassione dei loro abitanti li uniscono in un sentimento comune di lutto e di desiderio per un futuro più sicuro per i lavoratori italiani.