“Quell’ora in cui abbiamo perso Messina Denaro”.

“Quell’ora in cui abbiamo perso Messina Denaro”. Il rapporto inedito sulla cattura del superlatitante come in un film

Il rapporto inedito sul cattura di Matteo Messina Denaro, il superlatitante più ricercato d’Italia, sembra uscito da una sceneggiatura cinematografica. La complessa indagine, che ha portato all’arresto del boss mafioso, non era affatto scontata.

Tutto è iniziato la mattina del 16 gennaio, quando Messina Denaro si è registrato in una clinica per una terapia. Tuttavia, anziché entrare subito, il latitante è uscito dalla struttura. I carabinieri hanno subito recuperato la sua foto e hanno iniziato a cercarlo.

Gli investigatori sapevano che il capo avrebbe dovuto presentarsi alla clinica con un falso nome, Andrea Bonafede, per un ciclo di chemioterapia. Grazie alle indagini, i carabinieri hanno scoperto che Messina Denaro aveva creato un’identità falsa e aveva cambiato persino l’aspetto fisico, indossando una parrucca e occhiali.

 

La cattura del superlatitante è stata possibile grazie alla collaborazione di diverse unità di polizia e all’utilizzo di sofisticati strumenti di sorveglianza. Una volta individuato, Messina Denaro non ha resistenza opposta e si è arreso alle forze dell’ordine.

Matteo Messina Denaro è un noto boss mafioso italiano, considerato il capo assoluto di Cosa Nostra. È stato latitante per oltre 25 anni e il suo arresto è stato considerato un grande successo per le forze dell’ordine italiane nella lotta alla criminalità organizzata.