Ponte sullo Stretto, questa non ci voleva proprio:

Il progetto di costruzione del Ponte sullo Stretto riceve una netta bocciatura da parte delle organizzazioni ambientaliste, Kyoto Club, Wwf e Lipu, le quali hanno valutato attentamente i dettagli dell’opera e redatto un dossier intitolato “Lo Stretto di Messina e le ombre sul rilancio del ponte”.

Slogan politico

Secondo quanto riportato nel documento, il progetto viene definito un semplice “slogan politico”, caratterizzato da costi esorbitanti che ammontano a 13,4 miliardi di euro secondo l’ultima stima disponibile, e benefici minimi per l’intera comunità.

Inoltre, l’analisi sottolinea come la valutazione dell’impatto ambientale risalga a un periodo ormai obsoleto, e la progettazione stessa sia stata finora portata avanti senza un’autentica gara di appalto.

Uno dei principali motivi di preoccupazione emerge dal dossier riguarda l’effetto del vento sul ponte proposto. Secondo gli esperti, raffiche di vento che raggiungono i 60 chilometri orari potrebbero generare oscillazioni impressionanti, con ampiezze che possono arrivare fino a 12 metri.

In queste circostanze, il traffico sul ponte dovrebbe essere interrotto per garantire la sicurezza degli utenti. La frequenza di questi episodi di chiusura è stimata essere di un giorno su otto, il che potrebbe causare notevoli disagi e interruzioni nel flusso dei trasporti.

Oltre ai problemi derivanti dalle condizioni meteorologiche, sussistono anche dubbi significativi riguardo al rischio sismico. La posizione geografica del ponte sullo Stretto di Messina lo colloca in un’area sismicamente attiva, e gli studiosi esprimono preoccupazione per la capacità dell’opera di resistere a eventi sismici di una certa entità.

Tale incertezza sollevativi sulla sicurezza degli utenti del ponte e potrebbe richiedere costose misure di rinforzo strutturale per mitigare i potenziali danni causati da un terremoto.

Un altro aspetto rilevante del progetto riguarda le dimensioni del ponte proposto. La campata principale avrebbe un’altezza di 65 metri, che potrebbe ostacolare il passaggio di alcune portacontainer di grandi dimensioni. Ciò comporterebbe limitazioni significative per il traffico marittimo e potrebbe causare gravi interruzioni nelle rotte commerciali.

Un ulteriore elemento di preoccupazione evidenziato nel dossier riguarda la posizione del ponte sullo Stretto di Messina, che si trova lungo la rotta delle migrazioni degli uccelli. Gli esperti sottolineano che la costruzione del ponte comporterebbe inevitabilmente una significativa perdita di vite animali. Gli uccelli migratori rischierebbero di schiantarsi contro le torri, le funi ei piloni del ponte, causando uno strage di specie protette.

La valutazione complessiva delle associazioni ambientaliste mette in luce numerosi aspetti negativi del progetto del Ponte sullo Stretto. Oltre ai problemi legati al vento, al rischio sismico e alle dimensioni del ponte, viene anche sottolineato che il progetto ha trascurato di tener conto delle recenti scoperte e delle soluzioni alternative più sostenibili dal punto di vista ambientale.

Il dossier conclude che il progetto del Ponte sullo Stretto, così come è stato presentato finora, non rappresenta una soluzione valida e sostenibile per la connessione tra la Sicilia e la Calabria, e suggerisce che siano necessari ulteriori studi approfonditi e alternative di trasporto più compatibili con l’ambiente.