Stretta finale per il nuovo Dpcm. Nessun allentamento delle misure in vista: la situazione epidemiologica non lo consente. Come spiegato dal ministro Roberto Speranza sarà un marzo difficile, stando alle previsioni degli esperti. E non è possibile abbassare la guardia.
Per il governo di Mario Draghi sarà un banco di prova importante nella gestione della pandemia, in un quadro in cui la circolazione del virus ha subìto una forte accelerazione a causa delle varianti e la campagna vaccinale sta entrando nella sua fase più delicata.
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In Lombardia ieri il governatore Attilio Fontana ha disposto la zona arancione rafforzata per la provincia di Brescia e per alcuni Comuni di Bergamo e per uno nel Cremonese.
Da domani è invece prevista la prima bozza del decreto. L’obiettivo è scongiurare il rischio di un nuovo lockdown totale, come avvenuto nella scorsa primavera. Oggi è stato il giorno dell’incontro tra Governo e Regioni, dove lo stesso governatore lombardo ha avanzato le sue proposte inerenti soprattutto alla campagna vaccinale.
Cosa cambia col nuovo Dpcm
Come sarà il nuovo Dpcm? Il sistema a fasce verrà mantenuto, l’obiettivo principale del governo per le prossime settimane e i prossimi mesi è evitare una serrata generalizzata, ha detto Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, aprendo l’incontro in videoconferenza con le Regioni e gli enti territoriali sulla situazione Covid-19 in Italia, in vista del nuovo decreto di cui la prima bozza, ha detto, dovrebbe essere pronta già domani.
Tra le novità ci saranno incontri piu frequenti con le Regioni e da ora le nuove eventuali misure di chiusura non scatteranno più dalla domenica, ma dal lunedì successivo in modo da permettere alle attività economiche di organizzarsi e di non perdere il weekend di lavoro.
Gelmini ha anche anticipato che si sta lavorando per riaprire i luoghi di cultura. “Il ministro Franceschini ha avviato un confronto con il Cts per far in modo che, superato il mese di marzo, si possano immaginare riaperture con misure di sicurezza adeguate” ha spiegato.
Intanto resta fino al 27 marzo il divieto di spostamento tra le regioni, anche se sono in fascia gialla. Restano da definire nel dettaglio i paletti che scandiranno la quotidianità dei cittadini nelle prossime settimane.
La posizione delle regioni
Soddisfatto del confronto avvenuto oggi il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, che ha parlato di “alcuni primi passi avanti” e di “disponibilità a far lavorare il gruppo tecnico per la revisione dei criteri e dei parametri che sono alla base della definizione della colorazione delle diverse fasce di rischio”.
Ma occorre fare di più, soprattutto accelerare sui vaccini e lavorare in un’ottica di lungo respiro in modo che, in certe condizioni epidemiologiche e in sicurezza, alcune attività possano riaprire”.
All’incontro c’era anche il ministro della Salute, Roberto Speranza che ha evidenziato come il mese di marzo sia destinato a essere molto difficile sul piano epidemiologico secondo le stime degli esperti. Non ci sarebbero, quindi, le condizioni per alcun allentamento delle misure.